Scambiamoci un segno di pace

Papa Ratzingerdi Pier Paolo Caserta

Ci manca solo che siano d'accordo anche sulla guerra in Iraq. Per il resto, la convergenza di vedute tra Benedetto XVI e Gorge W. Bush sembrerebbe totale e del tutto spontanea: "il rispetto della dignità della persona umana, la difesa e la promozione della vita, del matrimonio e della famiglia; l'istruzione delle generazioni future; diritti umani e libertà religiosa; sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà ed alle malattie epidemiche, specialmente in Africa" Bene.

Naturalmente Santa Sede e Casa Bianca concordano anche sulla necessità di proseguire la lotta al terrorismo internazionale (ma papa Ratzinger dichiara di dissentire sulla guerra in Iraq). Benissimo. L'America non poteva incontrare papa più congeniale.

Ce ne sarebbe da dire, sul predicare bene e razzolare male. Ma quanto al rispetto per la persona umana basterà dire che mentre il papa riceve bagni di folla e nello stesso giorno in cui veniva diffuso il comunicato ufficiale dell'incontro con G.W Bush , la Corte suprema degli Stati Uniti conferma l'uso delle iniezioni letali e dà il via libera alla ripresa delle esecuzioni. Una decisione presa con due settimane di anticipo rispetto ai tempi previsti, in curiosa concomitanza con la visita pontificia.

Il provvedimento riguarda lo stato del Kentucky e fa seguito al ricorso dei due condannati a morte Ralph Baze e Thomas Bowling. I due non avevano chiesto che gli fosse risparmiata la vita. Molto più semplicemente, chiedevano di essere uccisi con una dose massiccia di barbiturici, perché il cocktail micidiale che era stato loro prescritto (una miscela composta da un sedativo e un prodotto paralizzante, oltre alla sostanza letale) é risultato molto doloroso in alcuni casi. Ricorso respinto dal giudice John Roberts, convinto che la tecnica attuale sia storicamente la meno dolorosa di tutte.

Immediate le grida di protesta di Amnesty International, per una decisione che "rischia, dopo sette mesi di sospensione, di rimettere in moto la macchina della morte in tempi brevi". In compenso, mentre scrivo, nessun segnale di dissenso è pervenuto dalla somma autorità della Chiesa. Spesso ciò che si tace vale molto di più di quello che si dice.

Mentre alla Casa Bianca G.W.Bush elogiava Benedetto XVI per essere una guida per tutta la famiglia umana, ed entrambi si schieravano in difesa dei diritti della persona, la Corte Suprema, a maggioranza cattolica (sono correligionari di papa Ratzinger 5 dei 9 giudici), conferma che l'uso delle iniezioni letali per i condannati a morte del Kentucky è legale, perché non è in contrasto con la costituzione degli Stati Uniti d'America. E ora scambiamoci un segno di pace.



ARTICOLI CORRELATI

 Banner_Clod1.jpg 






Scrivi un commento