Quando la realtà supera la fantasia
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“Da bambino volevo guarire i ciliegi/ quando rossi di frutti li credevo feriti/ la salute per me li aveva lasciati… Un sogno, fu un sogno ma non durò poco/ per questo giurai che avrei fatto il dottore/ e non per un Dio ma nemmeno per gioco/ perché i ciliegi tornassero in fiore”. Parole di Fabrizio De André, ma che potrebbero essere la colonna sonora della vita del reumatologo Ignazio
Benedetto Olivieri, il cui sogno era quello di guarire i cittadini della Basilicata. Lo ha realizzato, e non solo, è riuscito a far diventare il ‘suo’ centro di reumatologia uno dei più importanti a livello nazionale. Olivieri nasce a Matera e vi rimane fino all’età di diciannove anni, quando si trasferisce a Pisa per studiare medicina. La città toscana lo ospita fino al ’93 e successivamente si sposta a Bologna. Un giorno, decide di ‘attivarsi’ per realizzare il suo desiderio: colmare il divario sanitario tra il nord e il sud, creando un centro di reumatologia di rilevanza nazionale nella sua terra d’origine. Così lascia l’Emilia Romagna per il lucano Trivigno, paese natale della moglie e sua compagna di lavoro, la dottoressa Angela Padula. E quando ci credi, i sogni si avverano. Sono già otto anni che i coniugi Olivieri hanno realizzato un Dipartimento Regionale di Reumatologia, localizzato in entrambe le maggiori città lucane. Il centro del San Carlo di Potenza ha un’equipe di sei medici, quello dell’ospedale della Madonna delle Grazie di Matera ne ha due. I dati del solo 2006 sono molto indicativi: 16.923 le visite ambulatoriali e 332 i ricoveri. E’ proprio l’attività di ricovero l’indicatore di qualità del centro. Infatti, se il 53% sono lucani, ben il 47% dei pazienti ricoverati vengono da fuori regione. Considerando che la Basilicata ha il più forte tasso di emigrazione per ricoveri, il reparto reumatologico lucano ha invertito la rotta, non solo trattenendo i propri malati ma ospitando anche quelli di tutta Italia.
Affinché un sogno si realizzi, però, non basta solo la volontà, c’è bisogno della passione. «Il lavoro per me è un mezzo per entrare in comunicazione con gli altri, - ci dice Olivieri - quello del medico ha un elemento in più: la fiducia. Il rapporto medico-paziente nasce quando qualcuno ha perso la cosa più preziosa della vita, la salute. Il malato è
indifeso e ti si affida con un atto estremo, quindi tu devi curarlo pensando di essere al suo posto. L’obbligo del medico è di curare il paziente come curerebbe se stesso». Oltre a questo nobile postulato, proprio della deontologia professionale, esiste anche un valore etico che è indispensabile nella filosofia del medico trivignese: «Io ho la medicina pubblica in testa. Non riesco a concepire una medicina che non sia di tutti». E, dicendo queste parole, spezza una lancia a favore del servizio sanitario italiano, uno dei migliori al mondo: «La salute del cittadino italiano è un diritto e non una questione di reddito come negli Usa». La passione e la dedizione per il lavoro ha portato l’equipe del dottor Olivieri ad essere considerata tra le migliori a livello internazionale. Infatti, l’assidua ricerca clinica portata avanti dal reumatologo e dai suoi collaboratori ha dato loro la fama di ‘esperti in spondiloartriti’ (malattie infiammatorie della colonna vertebrale) e le loro ricerche vengono pubblicate periodicamente dalle più importanti riviste reumatologiche di tutto il globo. La più autorevole, ‘Arthritis & Rheumatism’, pubblicata negli Stati Uniti, ha dedicato loro perfino la copertina. Si potrebbe concludere questa storia di un sognatore affermando che a volte la realtà supera la fantasia: il dottore che voleva creare un centro di reumatologia di rilevanza nazionale in Basilicata è andato oltre, e ne ha creato uno di rilevanza mondiale. (Carmensita Bellettieri)
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