La Pro-Loco Italo Danese (seconda parte)
di Antonio Bini
L’Abruzzo ricorda la scuola di Kristian Zahrtmann a Civita d’Antino e la più antica pro-loco dell’Italia centro-meridionale di cui l’artista fu mecenate e presidente onorario.
Una storia a parte merita l’individuazione del quadro della Madonna della Ritornata, realizzato da Zahrtmann ed inizialmente destinato all’erigenda chiesa di S. Maria. L’eccessiva umanizzazione del dipinto portò a destinare altrove la Madonna. Presente in un primo tempo nel suo studio di Copenhagen, si erano perdute le sue tracce dopo la morte dell’artista. Oggi l’opera è esposta in una chiesa di Søborg, a 60 km a nord di Copenhagen. E’ per molti versi singolare che l’unica opera di rilievo rimasta a Civita sia rappresentata proprio da un quadro di Daniel Hvidt che riproduce - più fedelmente rispetto al Maestro - la Madonna venerata a Civita e nella Valle Roveto. Di questa prese addirittura il posto durante l’occupazione tedesca.
Al riguardo, mi sembra doveroso ricordare come lo scorso anno sia stato realizzato un altro momento “storico”: la mostra “Il lungo viaggio dal nord”, promossa a Pescara - con molta lungimiranza - dalla Fondazione PescarAbruzzo, con l’allestimento curato da CultureTracks. E’ stata la prima volta che in Abruzzo venivano esposte opere di Zahrtmann e della sua scuola, insieme a opere contemporanee delle artiste danesi - Fibiger e Murhart - tornate ad ispirarsi nella nostra regione. Alla conclusione della mostra il presidente della Fondazione promise l’impegno dell’istituzione a ricercare le soluzioni dirette a permettere l’acquisto di opere della Scuola di Zahrtmann reperibili sul mercato internazionale dell’arte da riportare in Abruzzo. Oggi posso dire che quell’impegno non era una generica promessa di circostanza, espressa dinnanzi alla comunità di Civita arrivata a Pescara nell’ultimo giorno di apertura della mostra. Si tratta, infatti, di un impegno che sta concretizzandosi con l’acquisto di alcune importanti opere.
Circa due anni fa avevamo ideato lo slogan “Per non dimenticare Kristian Zahrtmann e i pittori scandinavi a Civita d’Antino”, che decidemmo di inserire nel poster realizzato per ricordare il centenario della mostra di Copenhagen, quale messaggio diretto a favorire la conoscenza del paese attraverso il ricordo del Maestro che tanto amò questo angolo d’Italia. Una speranza per contrastare il declino del paese e un certo clima di rassegnazione. Oggi posso dirvi che l’impegno nel favorire ogni possibile canale di comunicazione sui media tradizionali e soprattutto sul web ha determinato il sorprendente riemergere sulla rete la combinazione Civita d’Antino-Zahrmann. Basta inserire nella ricerca su google “Kristian Zahrtmann” per verificare il posizionamento dell’artista legato al paese abruzzese. In misura minore stanno crescendo combinazioni tra Civita e altri artisti che l’hanno frequentata (a cominciare dal grande P.S. Krøyer).
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