Le opere di Salvatore Mancini

Salvatore_Mancini.jpgRedazione Arca

Mostra Fotografica - Salvatore Mancini:35 anni di attività fotografica nel mondo si svolgerà dal 5  agosto.


Ottanta grandi fotografie in bianco e nero ripercorrono, al Castello Colonna di Genazzano (Roma), i trentacinque anni di attività di Salvatore Mancini. Partito nel 1952 , a cinque anni,da Itri, in provincia di Latina, per gli Stati Uniti, Salvatore Mancini ha capito fin da giovanissimo che il fotografare e le fotografie sarebbero state “la sua voce”.

Dopo molti anni (il successo negli Stati Uniti, le sue foto nei maggiori musei e in importanti collezioni private), il fotografo italo-americano è tornato in Italia per esporre alle Giornate Fotografiche Internazionali di Itri ed ora al Castello Colonna di Genazzano, dal 5  agosto, con ingresso libero (orario 17.00-20.00 feriale,anche al mattino dalle 10.00 alle 13.00 il sabato e la domenica).

Per questa mostra ha selezionato opere da sei periodi del suo lavoro. Quello che si può definire “personale”, con le prime foto risalenti al 1970 rivolte alla ricerca di una identità ed un approccio poetico nel vedere le cose. Il periodo successivo è quello dei viaggi con la riscoperta del paese di origine “Itri”che gli fa rimettere l’uomo, la realtà, la documentazione al centro del suo lavoro in Nepal, India, Israele, Egitto e Perù.Un terzo gruppo di fotografie risale al 1984 allorché gli venne richiesto dall’Ospedale Psichiatrico dello Stato del Rhode Island di documentare il processo di chiusura di questa struttura statale ed il conseguente trasferimento dei pazienti in case-famiglia all’interno della comunità.”

Le fotografie-dice Salvatore Mancini- sono un enfatico riconoscimento di quella particolare condizione umana, così ricca di speranza e disperazione”.Dieci anni sono stati dedicati dal fotografo alla ricerca sui graffiti degli indiani d’America:un libro aperto pieno di informazioni, di spunti poetici e spirituali che ha affascinato SalvatoreMancini. E dalle testimonianze del passato più remoto e giunto a documentare il passato della rivoluzione industriale che nel XVIII secolo sbarcò in America, a Pawtucket, nel Rhode Island. La prima diga sul fiume Blackstone e la costruzione della prima fabbrica trasformarono il nord l’America per sempre. Questa serie di fotografie documenta il dinamico rapporto tra l’uomo ed il suo ambiente.

foto_di_Salv_Mancini.jpgInfine,l’inquinamento dei fiumi ed il recupero delle acque e del territorio. NARRAGANSETT BAY: è il cuore e l’anima dello stato del Rhode Island. Le sue 200 miglia (330 chilometri) di costa racchiudono le maggiori cittaà e la storia dello stato. Nella baia sfociano sette importanti fiumi che scaricano rifiuti industriali ed umani, ed ora a causa dell’inquinamento e della pesca incontrollata la baia stenta a sopravvivere.

Le opere di Salvatore Mancini si possono trovare nelle collezioni permanenti dei più importati musei americani come The Smithsonian Institution’s, National Museum of American Art, Boston Museum of Fine Arts, the Brooklyn Museum of Art, the Rhode Island School of Design Museum, Museum of Fine Art a Santa Fè, il San Diego Museum of Art, Contemporary Museum of Photography di Chicago. Alcune delle sue foto si trovano in prestigiose collezioni private come Nortek Inc.; Bank of America; Citizens Bank; Polaroid Collection; Fedelity Investments e Archivi Fratelli Alinari in Italia.



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