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Il sentiero della libertà, la traversata della Maiella da Sulmona a Casoli. Narrazione dei protagonisti: tra loro Carlo Azelio Ciampi

Parte III

Dicembre 1943. L’altra via di fuga: Sulmona-Roma. È una ragazza-madre, una bravissima sarta, Iride Imperoli, la staffetta che accompagna in treno, da Sulmona a Roma, piccoli gruppi di ex prigionieri, ebrei e ricercati antifascisti.  Nasce così il rapporto con Mons. Hugh Joseph O’Flaherty, che dal Vaticano dirige la cosiddetta Rome Organization per l’aiuto alle migliaia di ex prigionieri nascosti a Roma. Sarà definito “la primula rossa del Vaticano”, ma troverà la collaborazione di vari ex prigionieri del Campo 78 di Sulmona. Tra loro, il più importante, Sam Derry e con lui William Simpson e John Furman. Racconteranno le imprese di Roma occupata dai tedeschi nelle loro autobiografie: “The Rome Escape Line, Linea di fuga 1943-1944 Sulmona-Roma-Città del Vaticano” di Sam Derry, “A Vatican lifeline’44, La guerra in casa, la resistenza umanitaria dall’Abruzzo al Vaticano” di William Simpson e “Be Not Fearful, Non aver paura” di John Furman. Tra il mese di dicembre 1943 e il gennaio 1944, Iride viene catturata a Roma, su delazione di una spia sulmonese. Alla cattura di Iride, condotta prima al carcere di via Tasso e poi a quello di Bussi e di Civitaquana, seguono le incursioni della Gestapo in vari appartamenti di Roma, dove sono rifugiati i prigionieri. A Civitaquana, in provincia di Pescara, la casa di un medico è adibita a carcere per decine di prigionieri, civili e politici antifascisti. Iride vi rimane alcuni mesi. Poi trasferita a L’Aquila e dopo la liberazione a Sulmona. A Civitaquana, con un tribunale-farsa, vengono condannati a morte quattro civili italiani. Di notte riescono fortunosamente a fuggire e mai più ricatturati. Anche Iride ha raccontato, in varie interviste, le sue avventure e disgrazie nell’aiuto ai prigionieri. Ne ha anche scritto, con l’aiuto del figlio Salvatore Colaprete, un opuscolo inedito, riportato in parte nel libro “Terra di libertà, storie di uomini e donne nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale”, a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta.

Goffredo Palmerini


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