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Eva Fischer: “L’Arte diventa Memoria”

Redazione Arca

Visibile fino al 20 di febbraio a Troina (EN) presso la “Cittadella dell’OASI”, la mostra-evento “Eva Fischer – l’arte diventa memoria”.

Ideata e curata da Maria Grazia Malagamba e Giovanni Gaudio e da subito avallata dal Sindaco di Troina, Dott. Sebastiano Venezia, l’iniziativa ha il patrocinio dell’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Alcune opere della pittrice testimone della Shoah ma anche della rinascita artistico-culturale dell’Italia, rimarranno esposte sino al 20 febbraio 2017 (dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19).
Durante l’inaugurazione, il 27gennaio scorso, sono intervenuti il Sindaco di Troina, Dott. Sebastiano Venezia, il prof. Paolo Giansiracusa e Alan David Baumann (responsabile “ABEF – archivio baumann e fischer”).
E’ stato proiettato un videomessaggio-intervista di Ennio Morricone a cura di Giovanni Gaudio.
Alcune poesie sono state recitate da alunni della suola media (inferiore e superiore), seguite da un concerto eseguito dall’orchestra della scuola media Don Bosco di Troina, diretta dal M. Rosario Terranea.
Eva Fischer è nata nel 1920 nella ex Jugoslavia ed è giunta in Italia durante il periodo bellico, fuggendo alle atrocità nazifasciste che sterminarono la sua famiglia. Ultima rappresentante vivente della Scuola Romana del dopoguerra, è mancata nel luglio 2015.
Negli ultimi decenni ha esposto con gli Istituti Italiani di Cultura in Israele – presso il Museo della Shoah “Yad Vashem”-, Grecia, Ungheria, Olanda. Vanta oltre 130 mostre personali e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
“Artista Europeo” dai primi anni ’80, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed il Presidente della Repubblica Napolitano l’ha insignita per decreto, dell’Onorificenza di Cavaliere del lavoro ai meriti della Repubblica Italiana.
Nelle sue opere è costante il gioco delle trasparenze frutto del suo stile personalissimo. Il lungo percorso pittorico è ricco di melodie dai romanticismi melanconici, dai racconti di vita vissuta o di vita calpestata.
Le immagini raccolte e depositate nei suoi “momenti pittorici” possono però passare dal fantasioso al fantastico, dal “nudo e crudo” a quell’impercettibilità che solo la sensibilità di un’artista riesce a personalizzare.
Riferendosi alla dimensione artistica del ventunesimo secolo, Eva ha sottolineato che “è arte solo quel che provoca emozioni”.


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  • Published: 75 giorni ago on 14 febbraio 2017
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  • Last Modified: febbraio 3, 2017 @ 11:33 am
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