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L’AQUILA, “MEMORIA E APPARTENENZA”: 4 SECOLI D’ARTE SACRA IN MOSTRA

di Goffredo Palmerini

Una nota sulla mostra “Memoria e Appartenenza”, a L’Aquila fino al 5 febbraio 2017.

E’ stata inaugurata lo scorso 7 dicembre 2016 dalla Fondazione Carispaq la mostra MEMORIA E APPARTENENZA – Arte sacra all’Aquila tra il XV e il XIX secolo nella collezione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila – BPER Banca, allestita a L’Aquila presso l’Auditorium Elio Sericchi – sede BPER Banca – in via Pescara 4. Resterà aperta al pubblico fino al 5 febbraio 2017. Al vernissage dell’esposizione sono intervenuti, con contributi che hanno tratteggiato la rilevanza dell’evento, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani, il direttore dell’Area territoriale adriatica di BPER Banca Guido Serafini, lo storico dell’arte e docente dell’Ateneo aquilano Michele Maccherini, e la curatrice della mostra Angela Ciano, che ha coordinato gli interventi. Il prof. Maccherini, in particolare, con singolare efficacia ha illustrato le opere in mostra ed i loro autori, e il filo rosso che le unisce, percorrendo la storia dell’arte dei quattro secoli interessati, infine concludendo come “tutto si tiene”.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Carispaq in collaborazione con BPER Banca, è un’accurata selezione delle opere della collezione Cassa di Risparmio dell’Aquila che, per la prima volta, vengono esposte al pubblico con l’intento di far conoscere il ricco patrimonio d’arte e cultura raccolto nei suoi 150 anni di storia. Un prestigioso patrimonio d’arte che la Fondazione, grazie ad un comodato d’uso con BPER Banca, intende valorizzare con questa ed altre importanti iniziative. La mostra, curata dalla storica dell’arte e giornalista Angela Ciano, propone quattordici opere – dodici dipinti, un disegno ed una scultura – che ripercorrono quattro secoli di storia dell’Aquila e del suo territorio. Nella selezione di capolavori esposti si ricompone la vicenda d’una città in un percorso cronologico che ricuce fatti e personaggi d’una storia lunga e preziosa che, attraverso le stesse opere d’arte proposte nella mostra, diventa memoria condivisa.

Nomi di primo piano tra gli artisti presenti in mostra, come Saturnino Gatti, Giovanni da Lucoli, Maestro dei Polittici Crivelleschi, Cola dell’Amatrice, i quali hanno contribuito “…alla grande stagione di potere e splendore dell’Aquila. Il periodo tra la seconda metà del XIV secolo e i primi decenni del XV fu quello in cui si sviluppò la cosiddetta “scuola aquilana”, il momento più alto del Rinascimento Aquilano e Abruzzese.”, annota Angela Ciano.
Tra la seconda metà del XIV secolo e i primi decenni del XV, infatti, si sviluppò la cosiddetta “scuola aquilana”, uno dei momenti più alti del Rinascimento Abruzzese. Ne sono una testimonianza alcuni capolavori come la Madonna col Bambino di Saturnino Gatti, che rappresenta il periodo fiorentino passato presso la bottega del Verrocchio, oppure il grande Polittico del Maestro dei Polittici Crivelleschi.

L’immagine guida dell’esposizione è rappresentata dalla “Madonna in trono con Bambino tra i santi Pietro, Gennaro e Francesco d’Assisi”, dipinto su tavola di Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice. Ma la mostra propone anche opere di Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Vincenzo Damini e Teofilo Patini, che narrano una storia fatta di dominazione e impoverimento, di terremoti e rinascite, nel corso della quale le famiglie gentilizie aquilane hanno dato impulso al fenomeno del collezionismo, portando nel tempo nella città capitale d’Abruzzo artisti di risonanza internazionale. La mostra, inoltre, espone un bozzetto di Teofilo Patini riguardante la grande pala d’Altare “San Carlo Borromeo che visita gli appestati”, che era situato nella Cattedrale dell’Aquila e poi distrutto dal terremoto del 2009. Una testimonianza, questa, che vale come forte incitamento alla rinascita di questa città e di tutte le altre che hanno vissuto e stanno vivendo la stessa tragica esperienza.

Nel grande valore in sé dell’iniziativa, l’esposizione è solo un esempio del ricco scrigno di tesori d’arte che L’Aquila può offrire al godimento dei suoi cittadini e ai visitatori. E ancor più è un esempio – tra tanti – di quanto la provincia italiana in generale possiede in termini di ricchezze d’arte e cultura, spesso poco conosciute, che la rendono davvero un intrigante campo di scoperta mai esausto. Un autentico cespite su cui investire il proprio sviluppo. L’esposizione è accompagnata da un bel catalogo, realizzato dalla Fondazione, recante testi di Angela Ciano, Michele Maccherini, Maddalena Piccari, e immagini delle opere curate dal fotografo Luciano D’Angelo. L’esposizione è visitabile nei giorni feriali (ore 15.00 – 18.00) e nei festivi (ore 10.30 – 12.30 e 15.30 – 18.00), con ingresso libero. Qui di seguito, con il consenso dell’autrice, si propone il bel contributo in catalogo di Angela Ciano, scrupolosa curatrice della mostra.


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  • Published: 331 giorni ago on 17 gennaio 2017
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  • Last Modified: dicembre 30, 2016 @ 10:47 am
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