Redazione Arca
Come accade sempre con la scomparsa di personaggi famosi, gli anniversari sono occasioni ghiotte per chi vuole speculare sulla loro fama, spesso con storie inventate.
Un anno fa il 23 luglio scorso spirava , nella sua casa al numero 30 di Camden Square, Amy Winehouse. L’allarme fu dato alle 15.53, quando la sua guardia del corpo la trovò riversa nel letto. Pochi minuti dopo arrivò un’ambulanza, ma il medico potè soltanto constatare la morte. La notizia fece immediatamente il giro del mondo…
Dodici mesi dopo l’eco di quella morte non si è spenta. Ed ora, in occasione dell’anniversario, Amy sta riconquistando prepotentemente la ribalta. Il problema, come sempre in questi casi, è che troppa gente ne approfitta per speculare sulla morte di un personaggio famoso. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative e le “rivelazioni” che la riguardano. Ci sta che vengano rimessi in vendita i suoi album. Turandosi un po’ il naso, va bene anche la biografia prontamente data alle stampe da papà Mitch. E fa tenerezza che George Michael riveli che aveva scritto una canzone per lei, ma non ebbe l’occasione per proporgliela.
Però che Mr. Mitch Winehouse approfitti dell’anniversario per annunciare che presto saranno pubblicati altri due album postumi della figlia dà molto fastidio: già Lioness: hidden treasures, uscito a dicembre, non era un granché. Figuriamoci questi!
E quando Mrs. Janis Seaton dice di essere convinta che la figlia si sia reincarnata in una farfalla, pare tanto una di quelle boutade che si fanno per finire sui giornali scandalistici. Lo stesso discorso vale per la madre dell’ex marito di Amy, Blake Fielder-Civil, un avanzo di galera, che recentemente ha reso pubblico il contenuto di alcune lettere d’amore tra i due, in una delle quali Amy dice di desiderare un figlio: sarebbe bello sapere quanto è stata pagata per dare in pasto ai tabloid missive dal contenuto squisitamente privato.
E’ passato un anno da quando Amy Winehouse, la cantante bianca dalla voce nera, la diva del soul che aveva conquistato il mondo, scalando le classifiche musicali con milioni e milioni di dischi venduti.
Dodici mesi che non hanno scalfito la sua leggenda ‘maledetta’, un talento eccezionale soffocato da una vita autodistruttiva fatta di alcol e droghe, ne’ allontanato i suoi fan che continuano a seguirla, comprando album postumi e biografie. Come quella scritta dal padre, Mitch Winehouse, e uscita pochi giorni prima dell’anniversario, in cui mette insieme testimonianze inedite e ricordi personali per raccontare la sua Amy, di cui era anche amico, confidente e consigliere. Amy aveva 27 anni, eta’ fatale per tanti grandi della musica come Janis Joplin, Kurt Cobain, Jim Morrison e Jimi Hendrix, quando la sua guardia del corpo la trovo’ riversa sul letto nell’appartamento londinese. Il quartiere di Camden Town non l’ha dimenticata, a cominciare dal pub ‘The Hawley Arms’, uno dei preferiti dell’artista, dove la si poteva trovare a tarda notte a dare una mano ai camerieri e che da allora si e’ trasformato in una specie di mausoleo, con immagini alle pareti e i suoi successi come colonna sonora abituale.
Fuori dalla sua casa si sono accumulati biglietti, fiori, frasi e ricordi da persone di tutto il mondo che sono rimasti folgorati dal talento di questa giovane che mischiava le origini british con la tradizione soul americana, dando vita a due soli album – ‘Frank’ del 2003 e ‘Back to Black’ del 2006 – che tuttavia l’avevano proiettata nell’olimpo musicale internazionale. Il suo look continua ad essere imitato – le braccia tatuate, la capigliatura cotonata, gli occhi truccati e i grandi orecchini dorati e pendenti – quella voce cavernosa invece resta unica e inconfondibile.
In coincidenza con il primo anniversario, la stazione metro di Camden Town ha esposto un ritratto di Winehouse che era stato creato dal giovane artista britannico Johan Andersson due settimane dopo la sua morte, mentre e’ attesa l’inaugurazione di una statua di bronzo in suo onore nel locale musicale Roundhouse.


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