di M.P.
Los Sanfermines, le famose feste di San Firmino, sono le feste che Pamplona celebra tra il 6 e il 14 luglio in onore di San Firmino di Amiens, copatrono di Navarra e patrono dell’arcidiocesi di Pamplona e Tudela. Secondo la tradizione, il figlio del senatore Firmus, governatore di Pamplona nel III secolo, si convertì al Cristianesimo e fu battezzato da San Saturnino nel luogo oggi conosciuto come Pocico de San Cernin. Patrono delle confraternite dei barcaioli, dei vinai e dei fornai, San Firmino viene ricordato con una festa che dura 204 ore. E qui vi si celebra la corsa dei tori più famosa del mondo, con centinaia di persone vestite di bianco in fuga per evitare la rincorsa dell’animale. Un po’ come descriveva Ernest Hemingway nel suo celebre romanzo “Fiesta”.
I protagonisti di questi nove giorni festa saranno gli ‘encierros’, i corridori vestiti di bianco con fazzoletto rosso. Ed ovviamente tanti tori. L’inizio della festa è fissato per venerdì 6 luglio alle ore dodici: l’avvio sarà segnalato dal ‘chupinazo‘, il razzo che viene lanciato dal balcone del Municipio. La prima corsa, famosa come ‘encierro‘, è in programma, invece, per sabato 7 luglio, alle 8 del mattino: il percorso attraversa il centro storico di Pamplona, dal cortile di Santo Domingo all’Arena. Il tutto in pochissimi minuti, per l’esattezza tre: la corsa dei tori di Pamplona è lunga 825 metri, e si percorre tutti i giorni, sino al 14 luglio. Il tutto scandito da alcuni colpi di pistola: al primo sparo si segnala l’apertura dei cancelli, al secondo la fuoriuscita dei tori, al terzo i bovini infuriati stanno entrando nell’area, infine al quarto si segnala la fine della corsa.
Particolarmente caratteristico il momento precedente alla “fuga dalle corna”, quando i partecipanti si raccomandano al protagonista della festa, ovvero San Firmino, intonando per tre volte una litania davanti all’immagine del santo in Cuesta de Santo Domingo. Ma non di sole corse vive San Firmino: eventi, concerti, spettacoli, appuntamenti, per vivere la suggestione di una festa ricca di folklore a 360 gradi. Il 14 luglio, a conclusione delle celebrazioni, ci si ritrova a mezzanotte in Piazza del Municipio, per cantare a “lume di candela” “Povero me’, in spagnolo. Chissà se il “povero” si riferisce o meno al toro…


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