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di Alberto Frappa Rauceroy
Il romanzo – successo di vendite nel Nord-Est – che racconta la notte di Venezia negli incubi del suo ultimo doge, il ciclo delle presentazioni si concluderanno il prossimo 11 ottobre.
Qualche mese fa, visitando Venezia, sono entrato in un negozio di abbigliamento second-hand e mi sono soffermato a leggere i commenti che i turisti lasciavano su una piccola bacheca appositamente predisposta dalla titolare.
Uno in particolare mi ha colpito: era di un americano.
L'uomo scriveva con accenti entusiastici “VENICELAND = DISNEYLAND”!
Sul momento sono rimasto perplesso, quasi offeso, poi, ripensandoci, mi sono reso conto che il turista statunitense non voleva denigrare ma, a suo modo, tributare un omaggio a Venezia.
Lui si era divertito; era stato bene perché aveva trovato il suo parco tematico, la sua Las Vegas e, in ultima istanza, la sua Disneyland.
Ecco, in questo emblematico esempio, riassunto, quello che il mondo vede in Venezia: un parco divertimenti.
La maggioranza dei visitatori, nel poco tempo che rimane in laguna, non ha il tempo di riflettere sulle storie, sulle vite di coloro che hanno vissuto nel corso dei secoli all’interno delle case, dei fondachi, dei palazzi o nei mercati e nei campielli di quella città benedetta da una stupefacente bellezza.
Questa riflessione – meno scontata di quanto si possa giudicare – mi è venuta a margine della stesura del mio romanzo sull'ultimo doge di Venezia: IL SERENISSIMO BORGHESE.
La casa dove ha vissuto la famiglia Manin per tre secoli è ora sede veneziana della Banca d’Italia. Chissà se qualcuno dei funzionari (magari consumando un caffè davanti ad un distributore automatico) che vi trascorre la giornata tra computer e dati su spread e titoli di stato ha mai un pensiero per coloro che prima di lui, hanno vissuto, sofferto e amato tra quelle stanze?
Devo confessare che i luoghi, le case, o meglio i palazzi dove avevano vissuto i membri della famiglia dell’ultimo doge hanno costituito un pungolo fastidioso.
Da Palazzo Dolfin-Manin, dal Palazzo Ducale, dalla sontuosa villa Manin di Passariano (la Versailles del Friuli!) hanno cominciato a materializzarsi le visioni di coloro che ci avevano vissuto.
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