di S. L.
In Italia uno degli ultimi dati ISTAT rivela come la popolazione del Belpaese sia sempre più longeva, vecchiaia vuole dire nella maggior parte dei casi mancanza di mobilità e problemi di salute e non autosufficenza: ecco le badanti.
Intervista al professor Niccolò Marchionni, presidente della società italiana di geriatria Senza le badanti il sistema sanitario italiano collasserebbe. Ma l’invecchiamento della popolazione richiede un cambiamento urgente delle politiche assistenziali. Lo spiega il professor Niccolò Marchionni, ordinario di gerontologia e geriatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze e presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria.
Come è messo il nostro paese in Europa per quanto riguarda l’assistenza domiciliare?
Non benissimo. Siamo agli ultimi posti per strutture alternative al ricovero in ospedale o in Residenze sanitarie assistite (Rsa), strutture sempre più necessarie perché con l’invecchiamento della popolazione c’è un conseguente aumento delle malattie croniche con gravi effetti sulla disabilità e sulla capacità di autonomia di molte persone.
Quindi in pratica le badanti svolgono un’attività di supplenza?
Indubbiamente. Tra l’altro questo tipo di pazienti rischiano di essere ricoverati più per motivi sociali che sanitari e finirebbero per ingorgare i nostri pronto soccorso. Inoltre i loro programmi terapeutici sono complessi perché spesso hanno più malattie croniche poco suscettibili di guarigione. Questo implica una politerapia che richiede grande attenzione e assoluta maestria… In questi pazienti i rischi di effetti collaterali da farmaci aumentano, quindi è fondamentale avere ad occuparsene una persona consapevole di queste difficoltà.
Devono preoccuparsi delle terapie, somministrare farmaci, fare operazioni di tipo infermieristico. Quello delle badanti è spesso un compito difficile che richiede una preparazione adeguata…
Siamo talmente convinti dell’importanza e delicatezza del compito delle badanti che, nel 2010, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria svolgerà uno studio su salute e benessere dell’anziano, in collaborazione con la Fondazione Sanofi-Aventis, con l’obiettivo di fotografare le condizioni di salute e le relazioni sociali e familiari di pazienti ultra settantacinquenni. Questa indagine si tradurrà poi in corsi di formazione gratuiti per badanti in modo da migliorare la loro preparazione.
Cosa succederebbe se in seguito ad alcune interpretazioni restrittive del decreto sicurezza, una parte di loro non dovesse avere i requisiti per essere regolarizzata?
Si rischierebbe un collasso del Servizio sanitario nazionale. La messa in crisi del sistema del badantato potrebbe avere dei risvolti negativi sugli aumenti dei ricoveri e richieste di istituzionalizzazione dove fra l’altro la disponibilità di posti letto ci vede buoni ultimi.


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