Loading...
You are here:  Home  >  ARGOMENTI  >  Attualità  >  Current Article

Una guerra che assomiglia al Vietnam

Talebabani.jpgNel passato millenario dell’Afghanistan, che agli albori della civiltà veniva chiamato Bactriana, ci sono stati molti famosi conquistatori che l’hanno più volte invaso. I più noti Ciro il Grande, Imperatore Persiano, Alexandro Magno, Gengis Khan, l’Impero Britannico, i Sovietici …Oggi gli USA con le forze di pace. Nessuno dei predecessori ha potuto dominare davvero la Bactriana e, alla fine di inutili e costose invasioni hanno dovuto abbandonarlo. Nonostante l’importanza strategica che da sempre ha avuto, sulla via della seta e di altri ricchi commerci tra oriente e occidente, non ultimo le droghe, di cui le tribù degli altopiani dell’Indukhush sono buoni produttori.

Nel 1809, Lord Mountstuart Elphinstone, Scozzese e Governatore di Bombay, in India, incontrò, per incarico di sua Maestà Britannica i capi tribù Afghani a Kabul. L’Inghilterra dominava già da tempo il continente Indiano, e il diplomatico Scozzese aveva avuto l’incarico di convincere le tribù Afghane dei vantaggi che avrebbero avuto ad accettare un governo centralizzato, protetto dall’Inghilterra che avrebbe avuto, in quel caso, il ruolo di protettrice, anziché quello di potenza coloniale, garantendo la pace tra le tribù e la protezione del loro territorio da altre mire coloniali. Ad essere maggiormente interessata a questo accordo era la compagnia delle Indie che in questo modo si assicurava un facile e sicuro passaggio alle sue merci d’oriente, via terra verso l’Europa ed il mediterraneo …ma non avevano ancora conosciuto gli Afghani che risposero: “Siamo contenti nella discordia, siamo contenti nel prendere le armi, siamo contenti nel sangue. Ma non saremo mai contenti nell’avere un padrone”.

Sono passati duecento anni da allora, ma niente è cambiato in Afghanistan. La propaganda fa passare il conflitto, come se si trattasse di una guerra di religione, Talebani Islamici, contro occidentali Cristiani, ma non è così …quello è solo un pretesto. Se non ci fosse quello, ce ne sarebbero altri.  Nessuno, neanche gli Inglesi che hanno vinto sempre, è mai riuscito a conquistare l’Afganistan: una terra impervia ed un  assembramento di aree tribali che hanno sempre rifiutato un autorità centrale, anche quelle organizzate da loro stessi.   Hanno combattuto l’Armata rossa perché imponeva norme e leggi contrari ai loro usi e costumi, anche fuori da Kabul ed in tutto il resto dell’Afghanistan tribale.  E, col tempo, hanno peggiorato il loro senso di libertà. Per esempio la parità tra uomo e donna, vietava il Burka, le donne potevano lavorare, mentre lo spaccio di droga era stato vietato.

soldati_in_marcia.jpgOggi le tribù portano a Kabul i pani di haschish e i fiaschi di olio di Afghano e Karzai abbraccia le idee integraliste sulle donne.  Con le nostre invasioni lo abbiamo peggiorato e mai conquistato, quel lontano Paese, ricco di petrolio e con altre “strategiche” risorse.  Sua maestà Britannica si arrese completamente alle tribù Afghane, abbandonando definitivamente le poche zone che controllava, nel 1919, lasciando un reggimento di cavalleria Indiana a controllare il Khyber pass a protezione del confine col Pakistan dalle incursioni dei cavalieri Afghani in cerca di bottino.  La strategia Afghana era sempre la stessa. Si lasciavano invadere, per poi procedere con agguati e attacchi improvvisi e rapidi, tesi a demoralizzare gli “invasori” che lasciavano sul campo anche le armi necessarie e continuare a combattere.

E così fanno anche ora nei confronti dell’Isaf a comando USA, con una spesa di 50 mila miliardi di dollari per mantenere l’apparato d’intelligence alla Casa Bianca, che però non ha portato proprio a nulla se non morte, distruzione e follia omicida.  Già nel 2001, prima ancora dell'inizio della guerra “enduring freedom”, nel libro L'Ultima Missione e in diversi articoli, Marco Gregoretti Stefano Vaccara, cercavano di mettere in guardia Usa e alleati circa la trappola in cui stavano cadendo. Ma non servì allora, come non serve adesso, dopo gli eccidi orribili degli ultimi giorni, coperti dal coro degli "esperti" copre qualsiasi voce solista dotata ancora di una logica minima.


Pages: 1 2 3

    Print       Email
  • Published: 403 giorni ago on 12 aprile 2012
  • By:
  • Last Modified: marzo 20, 2012 @ 5:46 pm
  • Filed Under: Attualità, Opinioni

You might also like...

Daniel Day Lawis nel 2005

La maschera ed il volto

Read More →