di P. G.
In aumento i tumori tra i giovani dai 14 ai 20 anni a causa dell’attività sessuale non protetta, colpa della troppa promisquità dei giovani d'oggi liberi e troppo sicuri di loro stessi.
Il papilloma virus umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei papillomavirus. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose.
Si conoscono circa 100 tipi di papillomavirus, divisi in 16 gruppi designati progressivamente con le lettere da A a P in base alle omologie di sequenza del DNA. E' inoltre possibile classificare i papillomavirus in cutanei e mucosi in base al tessuto per cui sono specifici. La maggior parte dei virus di questa famiglia causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee; alcuni però possono causare tumori benigni come il condiloma genitale e anche maligni come il cancro al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano, all'esofago, alla laringe.
Un recente studio americano ha denunciato la sempre più crescente diffusione del papilloma virus nella popolazione femminile adolescente. Darron Brown della
Indiana University School of Medicine ed i suoi colleghi hanno preso in esame sessanta adolescenti di un’età compresa tra i 14 e di 17 anni di Indianapolis che hanno accettato di essere seguite per due anni e di sottoporsi a tamponi alla cervice a cadenza trimestrale. Il primo dato emerso dall’indagine è che il 95% delle ragazze coinvolte era sessualmente attivo e che mediamente avevano avuto due o più partner. Il secondo dato è ancora più allarmante: ben 49 adolescenti su 60 sono risultate positive al papilloma virus. Esistono oltre 100 sierotipi di papilloma virus, o HPV, capaci ciascuno di provocare lesioni alla mucosa del collo dell’utero, lesioni il cui esito potrebbe significare l’insorgere di patologie pretumorali.
Il cancro al collo dell’utero, a differenza di molti altri tipi di tumore, non ha una predisposizione genetica individuale, ma si contrae a causa del papilloma virus umano.
Un recente studio ha drammaticamente evidenziato che questo virus ha infettato il 56% di adolescenti tra i 14 e i 17 anni, che intrattengono rapporti sessuali non protetti. Carlo Foresta è andrologo, direttore del Centro di crioconservazione gameti maschili dell’Asl di Padova e ordinario di Patologia Clinica nell’Ateneo veneto. Attraverso visite ed analisi sul liquido seminale di ragazzi tra i 15 e i 20 anni, sessualmente attivi, ha messo alla luce che oltre il 16% di loro risulta positivo al test dell’HPV. Il rischio di trasmettere il papilloma virus ad un numero indefinito di partner è elevatissimo. Ma gli stessi giovani portatori del virus sono esposti al rischio di tumori rettali e condilomatosi genitali.
Ma il quadro per certi versi appare ancora più allarmante: l’HPV è anche tra le principali cause del cancro alla bocca e alla faringe. Negli ultimi anni l’incidenza dei tumori orofaringei tra i giovanissimi, a causa del sesso orale, è in costante aumento. È quanto sostenuto dall’autorevole British Medical Journal. Hisham Mehonna, ricercatore inglese, ha ipotizzato per primo il legame tra la pratica sempre più diffusa tra i giovanissimi del sesso orale e il papilloma virus, con aumento del 50% di diagnosi di cancro orofaringeo. I tumori alla bocca e alla gola erano comunemente associati al fumo e all’eccesso di alcol e di solito si trattava di pazienti avanti con gli anni. Qui si parla di adolescenti coinvolte in storie di sesso orale con quattro o più persone, non necessariamente in promiscuità.
Spiega Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia del San Raffaele di Milano “E’ opinione comune che il sesso orale non necessiti di particolare protezione. L’ignoranza, la non informazione puntuale ha portato al dato che il 50% dei tumori alla laringe, alla faringe, al cavo orale, potrebbe ricondursi al papilloma virus”. Il cancro al collo dell’utero rappresenta la seconda causa di morte per tumore in Italia, dopo il carcinoma mammario, tra le donne a partire dai 15 anni. 3500 i casi diagnosticati nel 2010 con oltre 1000 decessi, moltissime le giovani al di sotto dei 20 anni.
Appena meno letali i tumori orofaringei, un vero e proprio bollettino di guerra, un allarme sociale nel silenzio più assoluto o quasi.


Print
Email


