D: In Italia si parla spesso di tagli alla ricerca. Chi ha finanziato questo progetto?
R: Il progetto così come lo vede ora non ha ricevuto ancora finanziamenti ma piuttosto la passione e la dedizione di chi ha creduto in questo progetto. Spesso si è trattato di aprire il proprio portafoglio piuttosto che il portabagaglio della propria auto. Questo fa parte di quello che è la ricerca in Italia: una bella idea non riesce a svilupparsi se non incontra finanziamenti privati che aiuti questa ricerca a compiere tutto il cammino. In alcuni componenti del sistema ci sono finanziamenti europei, il
progetto nasce in vari step dove si sono sviluppati i singoli componenti. La termo camera, uno dei componenti ospitati a bordo del drone è stata acquisita nell'ambito di un progetto che vedeva uno studio teorico sui problemi di emissività dei materiali. Non per questo possiamo dire che ci sia stato un finanziamento rivolto all'uso della termografia per le discariche. Ad oggi gli unici finanziamenti economici sono frazionati su singoli mattoncini di questo progetto che è sbocciato nell'arco dell'ultimo anno e quindi sia prematuro.
D: Qual'è stato il più grande ostacolo? Burocratico o tecnico?
R: Entrambi. Il fatto che il drone non sia ancora considerato un velivolo è difficile utilizzarlo ed ottenere permessi per il volo. Spesso si sente parlare di drone in ambito militare. Oggi far volare un oggetto che ha la parvenza di un modellino ma che compie un vero e proprio ruolo di aereo necessità norme di sicurezza per il cittadino. Dal punto di vista tecnologico l'ostacoloha riguardato la creazione di un database che accolga tutte le emissività dei materiali che devono essere scoperti.
(Fonte: ItaloEuropeo)


Print
Email


