di Silvia Gazzetta
Moreno , non l'arbitro, il difensore del Deportivo Pereira in un momento di rabbia durante la partita ha colpito il gufo – mascotte della squadra avversaria.
Due giornate di squalifica e una multa di 560 dollari. È la sanzione inflitta dalla commissione disciplinare della Lega calcio colombiana a Josè Luis Moreno, difensore panamense del Deportivo Pereira, reo di avere rifilato un calcio al gufo-mascotte dell'Atletico Junior durante il match del campionato locale giocato lo scorso weekend. Il rapace è poi morto in una clinica veterinaria a causa di una miopatia da cattura. "Quello di Moreno è stato un atto crudele – si legge nel comunicato della Lega calcio colombiana -. L'animale era praticamente un simbolo della tifoseria di Barranquilla e, considerato che l'aggressione è avvenuta nel loro stadio, il fatto può essere considerato una provocazione".
Sul caso, che ha sollevato numerose critiche in Colombia, si è pronunciata anche la Federcalcio panamense, che ha chiesto di evitare danni all'immagine del calciatore che è anche stato oggetto di minacce dopo l'incidente: "Comprendiamo che si tratta di un fatto isolato e poco comune nello sport. Qui deve prevalere il fairplay per il quale tanto abbiamo lottato. Confidiamo nelle autorità sportive colombiane affinché quanto accaduto in campo non danneggi e rovini la vita di un calciatore", scrive la Federcalcio panamense in una nota. Moreno, denunciato dalle autoritá colombiane per maltrattamento di animali, rischia anche una sanzione amministrativa che può andare da una multa a 45 giorni di carcere.
Questo caso dovrebbe essere di buon esempio per molti giocatori che militano nel campionato italiano. Nonostante la regola del fer – play il campo di calcio diventa un ring. I giocatori si tirano calcetti più o meno volontari, pugni, testate, sputi e manate in viso. Certo a farne le spese non sono gli animali, questo è già un grande passo avanti, ma coma la mettiamo con il discorso dignità. Putroppo nel calcio quello che vale di più è il soldo dello spettatore che paga per entrare allo stadio e non si accontenta più dell'autografo ma vuole vedere l'azione come se si trovasse al Colosseo.


Print
Email


