Redazione Arca
Al via la XXIV edizione della rassegna cinematogrfica itinerante "I diritti di tutti", dal 10 al 19 aprile in 25 città del Piemonte.
Il Comitato Resistenza e costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte, in collaborazione con Aiace Torino, propone per l’anno scolastico 2010-2011 la XXIV edizione della rassegna cinematografica I diritti di tutti, rivolta alle Scuole Secondarie di II grado di 25 realtà piemontesi.
La manifestazione, dal titolo "Lo schermo della memoria". Storia e storie del Novecento, si propone di raccontare importanti momenti del “secolo breve” attraverso tre pellicole che rievocano pagine fondamentali della Storia recente. I particolari punti di vista da cui i film guardano ad avvenimenti, fatti e personaggi del Novecento consentono un approccio nuovo e inedito a temi come il nazismo, l’apartheid e il totalitarismo sovietico.
Nella Russia di oggi è ambientata la vicenda de "Il concerto". Andrei Filipov, custode del teatro Bolshoi di Mosca, ha finalmente l’occasione di riscattare il suo passato. Direttore dello stesso teatro all’epoca dell’Unione Sovietica, Filipov venne allontanato dal suo incarico durante il governo di Breznev perché si rifiutò di licenziare alcuni musicisti di origine ebraica. Oggi, grazie a uno stratagemma, convoca tutti i suoi vecchi colleghi e decide di presentarsi a Parigi al posto della vera orchestra del Bolshoi per rivivere finalmente i fasti di un tempo.
È invece il ritratto di due grandi uomini quello che viene tratteggiato in "Invictus – L’invincibile". Nel Sudafrica per la prima volta governato da un presidente nero, Nelson Mandela, e ancora diviso dall’apartheid – che, seppur sconfitto, ha lasciato molti strascichi – una vicenda sportiva diventa l’occasione per ricostituire un’identità nazionale perduta. Nel 1995 il mondiale di rugby viene assegnato al Sudafrica: sulla scena internazionale tornano alla ribalta gli Springboks, squadra simbolo degli afrikaner bianchi. Mandela, avvalendosi dell’aiuto del capitano del team, François Pienaar, riuscirà a trasformare l’evento nella prima vera occasione di unione tra due popoli.
Ne "L’uomo che verrà" è rievocata la strage di Marzabotto attraverso gli occhi di Martina, 8 anni, figlia unica di una coppia di contadini. In un paesino stretto tra le brigate partigiane e i nazisti che avanzano, Martina attende l’arrivo di un nuovo fratellino. Il bambino nascerà nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944, proprio mentre le SS iniziano un rastrellamento senza precedenti in cui persero la vita 780 civili, in maggioranza donne e bambini.


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