di Roberto Bertoni
Arrivederci Italia. Arrivederci sperando vivamente che non sia un lungo addio al proscenio del calcio internazionale.
Archiviato il Campionato del Mondo, conclusosi per noi come peggio non si sarebbe potuto (ultimi in un girone che definire facile è poco), è opportuno porre una serie di considerazioni.
Anzitutto, mi oppongo al coro di giudici che oggi accusano Lippi anche della disfatta nella battaglia di Canne mentre quattro anni fa lo volevano – insieme a Cannavaro – “Santo subito”.
È vero che la storia non si fa con i se e con i ma, ma è anche vero che se il gol-non gol di Quagliarella fosse stato convalidato e se Pepe avesse segnato il gol del pareggio a pochi secondi dalla fine, in questo momento staremmo ad esaltare le coraggiose scelte del Commissario tecnico, l’unità del gruppo, la forza di non arrendersi mai dei nostri ragazzi e via elogiando, tra retorica ed ottimismo sparso a cucchiaiate come il parmigiano.
Marcello Lippi è e rimane un grandissimo allenatore, un uomo perbene che ha regalato al Paese emozioni indimenticabili ed ha commesso degli errori come chiunque. Quando tornò sulla bollente panca azzurra, dopo il discreto biennio di Donadoni, il viareggino fu accolto come il salvatore della Patria, come colui che ci avrebbe riportato ai fasti di Berlino dopo un periodo interlocutorio.
All’epoca, era ancora il Messia: tutto gli era concesso; tutto gli veniva perdonato; ogni sua decisione era un dogma di fede; i reduci della finalissima contro la Francia andavano trattati con i guanti di lattice anche se giocavano malissimo e non ne indovinavano una.
Non può essere diventato un incapace così all’improvviso.
Personalmente, avrei portato sia Cassano sia Balotelli ma anche Del Piero, Giuseppe Rossi, Miccoli, Oddo, Grosso, Perrotta e molti altri ancora. Il problema è che la rosa per i Mondiali prevede solo ventitre giocatori ed è dunque indispensabile che il C.t. compia delle scelte in base alle sue idee e alle sensazioni che trae nel corso degli allenamenti e delle partite di avvicinamento alla fase finale.


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