di Camillo Benedetto
La malaria uccide un milione di persone l’anno nelle regioni povere e tropicali di Africa, Asia e America latina; un nemico che si può sconfiggere.
La malaria è una malattia infettiva trasmessa all’uomo dalla zanzara di tipo anofele; provoca febbre, anemia, tumefazione del fegato e della milza. Questa è la fredda definizione che da il dizionario, ma a queste parole va aggiunta la realtà dimostrata più volte da Medici Senza Frontiere con numerosi dati allarmanti: uccide ogni anno un milione e 300mila persone, nella stragrande maggioranza (90%) bambini sotto i 5 anni (dato Oms). Più del 40% della popolazione mondiale è a rischio, soprattutto quella residente in Paesi poveri: la malaria, assieme alla tubercolosi e all’Aids, è una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. I malati sono stimati in 500 milioni.
I sintomi appaiono da 9 a 14 giorni dopo la puntura della zanzara infetta: febbre, brividi, mal di testa, dolori, vomito, diarrea. I parassiti distruggono i globuli rossi che trasportano ossigeno attraverso il corpo: questo porta all’anemia. Senza cura, la malattia può portare al coma e alla morte; ma se diagnosticata presto il trattamento è semplice. Per i bambini basta una pillola per tre giorni consecutivi.
Questa malattia, spesso è dimentica dai telegiornali, perché vedere un bambino morire di stenti non fa odiens, mentre una Pupona a cui scoppia un seno finto fa il pieno di Share.
Da Giugno a Dicembre nel Mali, una delle zone africane più colpite dalla malaria, arriva puntuale la stagione delle piogge. I bambini e le donne incinta finite le piogge intense escono dai loro villaggi chi per giocare e chi per fare il pieno di acqua. Questo è molto pericoloso perché le zanzare terminata la pioggia si muovono e pungono quasi tutto quello che trovano sul loro passaggio. Così i bambini e le donne incinta colpiti da malaria crescono vertiginosamente di numero durante questo periodo.
Combattere la malaria si può fare e non è neppure tanto costoso. Spesso e volentieri, nelle loro campagne informative, i Medici Senza Frontiere ricordano che tre dosi di trattamento per un bambino sotto i 5 anni costano 45 centesimi, una zanzariera 2 euro. Il problema maggiore deriva dalle case farmaceutiche che vorrebbero cambiare farmaci poco costosi con altri, dai principi attivi simili a quelli economici e fin ora usati, solo più costosi. Se dovesse succedere questo moltissimi malati non potrebbero più ricevere le cure adatte perché non se le possono permettere.
Le organizzazioni umanitarie presenti nei territori più poveri di Africa, Asia e America Latina, stanno da anni cercando di promuovere l’uso di zanzariere e insetticidi per prevenire il diffondersi della malaria. Nonostante questi prodotti siano quasi alla portata di tutti, non vengono utilizzati moltissimo e allora la malaria invece di scomparire è divenuta ancora più potente di prima.
Fanno commuovere e riflettere le parole del capo di un villaggio Mauri: “Fino a 5 anni fa vedevo almeno un bambino alla settimana morire di malaria. In questi ultimi anni muore un bambino al giorno se va bene e se va male ne muoiono tre”.


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