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I “pet” migliorano la vita

cane1.jpgdi Mariapaola Salmi

Con un ‘pet’ migliora e si allunga la vita, un piccolo esempio di quando l’animale diventa ‘co-terapeuta’

 

Sei famiglie su dieci hanno un cane o un gatto. Sono sempre di più gli studi che dimostrano i benefici della compagnia degli animali. Tra gli infartuati a un anno di distanza dal problema cardiaco la percentuale di sopravvissuti tra quelli che possiedono un cane è quattro volte superiore. Vivere con un cucciolo aiuta a prevenire sovrappeso e obesità nei bambini

Gli anglosassoni lo chiamano “pet”, il coccolone. L’animale di casa. Da noi è definito in vari modi: animale da affezione o da compagnia, animale familiare. Qualunque sia l’etichetta, cinofili o gattofili, il senso non cambia. Non c’è più confine tra uomini e animali. La famiglia “allargata”, composta da single o da coppie, con o senza figli e un animale a carico a quattro, due o più zampe, è una realtà sociale.

“Nuova e importante perché non si tratta più soltanto di una famiglia umana ma ‘mista’, come scrive sul fenomeno Giovanni Ballarini, ordinario di clinica medica veterinaria all’Università di Pavia. Straordinaria la quantità di animali ospitati nelle case degli italiani, al punto che sociologi ed economisti cominciano a parlare di generazioni del “pet boomer”. Il rapporto Assalco 2009 sulla base di dati Eurispes e ministero della Salute, indica che la popolazione animale si aggira attorno ai 60 milioni di soggetti: 14 milioni tra cani e gatti, questi ultimi in pool position da alcuni anni rispetto ai primi. I volatili sarebbero oltre 13 milioni, i pesci si avvicinano ai 30, e poi un numero difficilmente stimabile di conigli, furetti e roditori di vario genere, tartarughe e rettili. In breve, 6 famiglie su 10 ospitano un pet, risulta che il 33 per cento delle famiglie italiane, dunque 1 su 3, possiede un cane o un gatto i quali grazie alle cure sempre più avanzate, all’alimentazione e all’affetto, hanno visto raddoppiare la loro aspettativa di vita. Se negli anni Ottanta un cane poteva vivere in media fino a 7-8 anni oggi può superare beatamente i 14-15, un gatto con le sue nove o sette vite come da tradizione, addirittura può vivere oltre i 16-18 anni.

D’altra parte gli Stati Uniti non sono da meno: il 63 per cento delle famiglie convive con uno o più animali da compagnia. Stessa tendenza persino nei paesi dell’Est. E così nella famiglia “allargata” si parla gattese, s’impara a capire i comportamenti e ad interpretare i richiami del cane, tanto che il proprietario può avvalersi di un vero e proprio Dizionario bilingue italiano/cane cane/italiano (Larousse Pagg. 349 – 13,90 euro) scritto di recente dallo zooantropologo, Roberto Marchesini sostenitore del rapporto uomo-animale. “A condizione di rispettare le regole per una serena convivenza – dice – prima tra tutte comprendere le esigenze del nostro amico e farsi capire”. L’uomo ha bisogno degli animali. Affetto, compagnia, protezione, difesa sono tra le motivazioni più frequenti, nonché i vantaggi, per le quali si decide di prendere un animale da compagnia. Ma tutti sono in grado di averne uno?

“Ci sono persone che non dovrebbero averne altrimenti si fa del male all’animale e a se stessi”, parola di Laura Torriani vice presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Milano. Intanto l’aspirante proprietario dovrebbe essere in possesso di una certa attitudine a convivere con un animale. Quella che il professor Giovanni Ballarini definisce predisposizione genetica, spesso inconscia, all’amare l’animale. Il cosiddetto “gene zooantropologico”, responsabile di quella simpatia reciproca che s’instaura tra uomo e animale. Insomma una sorta di rapporto facilitato. Due le raccomandazioni della dottoressa Torriani: “Prendere un animale solo se si sa cosa ci si può aspettare; prima di prenderlo rivolgersi sempre ad un medico veterinario per avere consigli. Il cane è un animale sociale, ideale per i bambini e gli anziani ma può dare problemi di gestione (lavoro, passeggiate, vacanze). Il gatto lega bene con i single, ma accettarlo dipende molto da quanto si ama la propria casa, infatti alcuni comportamenti sono innati nel piccolo felino (arrampicarsi, saltare, farsi le unghie, marcare il territorio, cacciare) ed è difficile interferire con essi”. E’ più facile che il gatto cambi le abitudini del proprietario piuttosto che il contrario.

cane_e_gatto.jpgUn pet “fa bene”. Allunga e migliora la vita. Sono migliaia nel mondo gli studi che dimostrano i benefici di questa alleanza uomo-animale che diventa “terapeutica” quando è mediata da personale medico e paramedico esperto che si avvale di animali selezionati e addestrati come accade appunto nella cosiddetta Pet-Therapy, dove l’animale è per definizione il “co-terapeuta”. Carezzare un cane, un gatto, accudirli e giocare con loro regolarizza il respiro, riduce l’ansia e rallenta il battito cardiaco. Diverse ricerche internazionali hanno evidenziato che gli anziani che vivono con un cane hanno meno problemi di salute e necessitano di un numero inferiore di visite mediche rispetto ai coetanei senza cani. Tra gli infartuati a un anno di distanza del problema cardiaco la percentuale di sopravissuti tra quelli che possiedono un cane è quattro volte superiore a chi non ne ha. Un gruppo di ricercatori giapponesi della Azuba University hanno dimostrato che la convivenza con un pet induce la produzione di ossitocina, detto anche ormone delle coccole. Dopo aver giocato per un’ora e mezza con l’amico a quattro zampe, i livelli dell’ormone aumenterebbero del 20 per cento.

Vivere con un cane aiuta a prevenire sovrappeso e obesità nei bambini. Una ricerca condotta dall’Università di Deakin (Victoria) da parte dell’Health promotion Journal of Australia, ha evidenziato che nei bambini tra i 5 e i 12 anni l’incidenza di obesità è minore tra quelli che possiedono un cane anche se non lo portano a spasso regolarmente. Inoltre i piccoli di età compresa tra i 5 e i 6 anni con un cane in casa, hanno un rischio dimezzato di essere sovrappeso rispetto ai bambini senza un pet; infatti il 30 per cento dei bimbi tra i 10 e i 12 anni senza cane risulta , sempre secondo l’indagine, affetto da problemi di peso a differenza del 27 per cento di quanti possiedono un animale da compagnia e sono in buona forma fisica.


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