di Silvia Gazzetta
Aviatore e testimone dei più grandi eventi bellici del XX secolo, ha compiuto 100 anni il goriziano esploratore del cielo.
Domenica 14 marzo Raffele Chianese ha compiuto 100 anni. Nato nel 1910 a Calvizzano in provincia di Napoli, ma goriziano d’adozione ha vissuto in prima persona episodi tragici durante i due conflitti mondiali.
Negli ultimi mesi della prima guerra mondiale quando aveva solo 8 anni, un dirigibile tedesco lo Zeppelin, bombardò il capoluogo campano, lui si salvò ma dovette scappare dalla città con la sua famiglia per paura di altri bombardamenti.
Fin da bambino Raffaele Chianese è stato appassionato di aeroplani e dirigibili, tant’è che per ad appena 18 anni, falsificando la firma del padre, compilò la domanda di arruolamento. All’epoca la maggiore età si raggiungeva a 21 anni. Una volta accettata la sua domanda gli fu spedito a casa l’ordine di presentarsi alla Scuola di Volo dell’allora Regia Aereonautica. Quando il padre si vide recapitare la lettera andò su tutte le furie e impedì in tutti i modi la partenza del figlio, senza riuscirci.
Nel 1930, alla fine del corso, Raffaele fu assegnato al 1° Stormo di Campoformido e nel settembre del 1931 passò alla 91esima squadriglia del 4° Stormo di Gorizia. Nel 1936 scoppiò la Guerra Civile Spagnole, Chianese senza pensarci due volte si unì come volontario all’Aviazione Legionaria, un corpo di spedizione della Regia Aeronautica creato per fornire supporto logistico tattico alle truppe sostenitrici del generale Francisco Franco. Durante i combattimenti cadde prigioniero delle truppe avversarie e fu condannato alla fucilazione, ma Chianese riuscì a salvarsi in extremis grazie a uno scambio di prigionieri deciso all’ultimo momento.
Dopo questa brutta esperienza Chianese decise di prendersi un piccolo periodo di riposo e si dedicò alle prime manifestazioni aeree acrobatiche nel 1936 e nel 1938.
Nel 1940 prese parte alla Campagna dell’Africa Orientale Italiana. Una volta rientrato in Italia, iniziò a svolgere l’attività di istruttore alla scuola Caccia di Gorizia. Dal 1950 al 1956 è stato trasferito a Brindisi e Lecce per insegnare agli aviatori a pilotare gli aerei monomotore come gli At6 o i G59. Alla fine del 1956 Chianese venne richiamato in Friuli dove gli fu assegnato il ruolo di Istruttore dell’Aero Club “Falco” di Ronchi dei Legionari.
Dopo diversi anni si ritirò dalla vita militare e dal mondo dell’aviazione, per dedicarsi alla vita tranquilla di campagna, orto e serra. Anche se a 100 non può pilotare, il suo nome resta uno dei primi e dei più grandi nella storia dell’aviazione italiana.


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