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I percorsi di guerra

trincea2.jpgdi Camillo Benedetto

Il Friuli Venezia Giulia è una delle tante regioni italiane che nel passato è stata al centro di grandi migrazioni e di grandi guerre.

 

A vederla dalle cartine il Friuli Venezia  non sembra una regione vastissima, in realtà non ha dimensioni così estese ma il suo territorio è ricco di storia e cultura.

Le colline e le montagne che ne delimitano in confini con l’Austria e l’attuale Slovenia, durante i due conflitti mondiali sono state il terreno di numerose battaglie.

Nella prima Guerra Mondiale, il cosiddetto “conflitto di trincea”, vennero costruite delle trincee adiacenti ai confini dei vari stati. In questi spazi ristretti e angusti, fatti di terra e sangue mescolati assieme, i soldati stavano per mesi.

Oggi in Friuli è possibile visitare queste trincee, attraverso la ricostruzione dei “percorsi di guerra”. Un insieme di territori da attraversare a piedi o in bicicletta, usati un tempo dai partigiani o dai soldati per raggiungere i nascondigli degli eroi di guerra.

Le cavità usate dai soldati per i loro nascondigli, erano in qualche caso degli spazi naturali che si formavano tra una roccia e l’altra, come nel caso del territorio carsico, oppure create artificialmente come nel caso del territorio Alpino.

L’arco Alpino è stato teatro di grandi battaglie sin dal primo anno di guerra, nel 1915. Oggi la scelta degli itinerari  è tanto vasta quanto  differenziata, a seconda della difficoltà del percorso, a seconda di cosa si vuole vedere e a seconda della preparazione atletica dei visitatori. Inoltre in molti casi si tratta di percorsi transfrontalieri che accompagnano il visitatore fino ai valichi con l’Austria o con l’attuale Slovenia.

trincea1.jpgAd esempio, al limitare delle Alpi Carniche Orientali con le Giulie, si estendeva la postazione difensiva ricca di gallerie del Battaglione Gemona. A prima vista il forte ancora ben visibile  potrebbe sembrare una costruzione moderna con notevoli sbarramenti e delle fessure nei muri che offrono un panorama stupendo delle montagne. E invece è un terreno che nella guerra e stato teatro di colpi di mortaio e di pistola dove molto sangue è stato versato, in cui i soldati italiani e quelli austriaci si spararono a vicenda, in cui i buchi erano dedicati ai fucili e i muli servivano come scudo anti proiettili.


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