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Viaggio sulle antiche tracce del Trittico di Beffi

Beffi_Trittico1.jpgdi Antonio Bini

Per saperne di più su di un opera d'arte simbolo dell'Abruzzo, terra ricca di arte e cultura, cha da alcuni mesi fa il giro di molti musei negli USA.

Negli Stati Uniti oggi l’opera rappresenta una sorta di simbolo dell’immenso patrimonio culturale dell’Abruzzo da salvare dopo il terremoto dello scorso anno.  Il trittico dopo essere stato esposto presso la National Gallery of Art di Washington (http://www.nga.gov/exhibitions/beffiinfo.shtm), dove è stato ammirato da oltre 300 mila visitatori, si trova ora presso il Museum of Art di Reno, Nevada (http://www.nevadaart.org/exhibitions/detail?eid=159).

Prima del terremoto, si trovava a L’Aquila, presso il Museo Nazionale, ubicato nel castello spagnolo, rimasto danneggiato dal sisma, con conseguente trasferimento di numerose opere in altre sedi.

Le notizie diffuse sul Trittico del Maestro di Beffi non vanno oltre la provenienza dal museo aquilano. Per comprendere più a fondo la sua storia abbiamo voluto andare alla ricerca del Monastero di Santa Maria del Ponte, per cui l’opera era stata concepita ed esposta per cinque secoli.

L’antico monastero, che si trova a 30 Km da L’Aquila, in direzione Sulmona, nel territorio del comune di Tione degli Abruzzi, nelle vicinanze del fiume Aterno, si erge ancor oggi isolato nei pressi di  un piccolissimo e suggestivo borgo fortificato cui dà il nome. Siamo nel cuore dell’Abruzzo, nel Parco Sirente-Velino.

La prima volta che ricorre il nome del Monastero è in un documento del 1138, borgo arricchito nei secoli successivi dalle due chiese di S. Lucia e S. Pancrazio. L’antica cinta muraria, ancora discretamente conservata, mostra  due splendide porte di accesso ogivali.

cartina_Abruzzo.jpgA poche decine di metri sorge l’antica chiesa-monastero di S. Maria del Ponte (o anche di  S. Maria Assunta), che sembra sia stata edificata da preti Equiziani nel sec. XI su un tempio pagano (V – VI secolo) per divenire poi monastero benedettino. Altri autorevoli storici la fanno risalire all’anno 1000.

Da un primo impianto, ipoteticamente ad unica navata, si giunse ad un organismo a tre navate, attraverso una radicale operazione di rinnovamento attuata nel XIV secolo. Questa dilatazione progressiva di uno stesso edificio, dal secolo XIV in poi, si spiega dalla cresciuta popolazione dei due paesi: Santa Maria del Ponte e Tione.

Anche la Chiesa di S. Maria del Ponte è stata lesionata e danneggiata in più punti, soprattutto nelle parti aggiunte nel tempo ed è stata dichiarata inagibile. Con amorevole cura gli aderenti all’Associazione culturale – che porta il suo nome – hanno pazientemente raccolto e custodito le parti crollate sperando che in un prossimo futuro possano essere acquisite le risorse per l’auspicabile restauro di questa splendida testimonianza dell’architettura religiosa abruzzese.


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  • Published: 1169 giorni ago on 6 marzo 2010
  • By:
  • Last Modified: marzo 4, 2010 @ 5:16 pm
  • Filed Under: Abruzzo, Arte, Cultura, USA
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