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Il raggio anti tumori

Sala_Operatoria.jpgdi Adriana Bazzi

Sarà pienamente operativo nel 2013, è un super raggio per “bruciare” i tumori con i protoni, servirà nei casi non operabili.

 

È un super-raggio invisibile che arriva fin dentro il Dna delle cellule del tumore e lo distrugge. A produrlo è un complicato sistema di macchine acceleratrici e di linee di trasporto che portano, direttamente sul paziente in sala operatoria, fasci di particelle subatomiche, capaci di aggredire anche quel 5 per cento di tumori non operabili o resistenti alle normali radioterapie.

La nuova terapia è adesso disponibile anche in Italia, a Pavia, dove è stato inaugurato ieri, alla presenza dei ministri Ferruccio Fazio, Giulio Tremonti e Umberto Bossi, il primo Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (gli adroni sono appunto le particelle utilizzate, protoni e ioni di carbonio), il quarto al mondo, dopo quelli di Chiba e Hyogo, in Giappone, e di Heidelberg, in Germania.

A produrre e ad accelerare gli adroni è un sincrotrone realizzato dall’Istituto italiano di fisica nucleare. «Si tratta di un acceleratore di particelle — spiega Sandro Rossi, direttore tecnico della Fondazione Cnao — con due sorgenti che generano ioni carbonio e protoni. Questi ioni girano nel sincrotrone a una velocità iniziale di circa 30 mila chilometri al secondo e vengono, poi, accelerati fino all’energia desiderata, scelta dal medico in base alla profondità del tumore».

macchina_laser.jpgIl fascio viene poi avviato alla sala di trattamento (ce ne sono tre, mentre una quarta servirà per la ricerca): in quella centrale si trova «sospeso» un magnete di 150 tonnellate che serve a curvare di 90 gradi il fascio di particelle e a dirigerlo, dall’alto, sul paziente. Possono bastare 2-3 minuti per l’irradiamento e, in media, una decina di sedute per completare il ciclo di terapia. «Questo trattamento, però — ricorda Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao — non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un’arma in più».

Alcune delle forme «difficili» che si potranno trattare con la adroterapia sono i sarcomi, i tumori del sistema nervoso centrale, quelli della testa e del collo, i melanomi dell’occhio, ma anche tumori cosiddetti non a piccole cellule del polmone o le neoplasie primitive del fegato. A oggi, in tutto il mondo, 50 mila pazienti sono stati trattati con protoni e oltre 6 mila con ioni carbonio con ottimi risultati.

Una particolarità di questa terapia è, infatti, la capacità di penetrare in profondità, ma salvaguardando i tessuti sani. Il centro pavese avvia ora la sua fase di sperimentazione, che si concluderà nell’ottobre del 2011, e da allora comincerà la vera e propria attività di cura routinaria. Lavorerà a pieno regime nel 2013, quando sarà in grado di curare circa 3000 pazienti in un anno.

(Fonte: Corriere della Sera)


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