di Silvia Gazzetta
Daniel Barenboim, sul podio per l’inaugurazione alla “Scala” che darà incredibile scena nella prestanza delle giovani voci.
Un’altra grande storia d’amore e di morte, dopo quelle di Aida, Tristan e Don Carlos, apre quest’anno la stagione della Scala: con la «Carmen» di Bizet, possiamo dire che la musica si spinga, anzi, ai confini estremi del dramma passionale.
La regia è di Emma Dante, un tenore Jonas Kaufmann nel ruolo di Don José, un cast di giovanissimi che annovera Anita Rachvelishvili (Carmen), Erwin Schrott (Escamillo), Gabor Bretz (Zuniga) e Adriana Damato (nei panni di Micaëla).
Sicuramente un’opera che farà emozionare non solo i protagonisti, ma anche gli spettatori. Per il grande evento della “prima”, dove chi ha preso i biglietti per le poltronissime sfoggerà senza dubbio la pelliccia o lo smoking, saranno presenti grandi ospiti e grandi personaggi della musica lirica.
L’effetto della crisi economica però, si è fatto sentire e alcuni biglietti hanno avuto prezzo ribassato e i vestiti usati per le coreografie provengono da stoffe di seconda mano.
Si prospetta una crescendo d’emozioni nei quattro atti che compongono l’opera, certamente per vedere l’opera bisogna almeno sapere di cosa parla la “Carmen”.
Primo atto. L'opera si apre in una piazza di Siviglia, mentre gli annoiati gendarmi vedono passare la gente. In quel mentre arriva Micaela, una bella ragazza in cerca di Don Josè. Gli deve dare una lettera della madre, povera e sola, che aspetta il ritorno del figlio. É Micaela che intona con Don Josè uno dei duetti più belli dell'opera, tanto bello che l'autore ne richiama più volte la melodia nel corso dell'opera. Dopo che Micaela se ne è andata, escono le sigaraie litigando. Durante il diverbio Carmen ha aggredito con un coltello e ferito un'altra sigaraia. Carmen viene fatta arrestare da Zuniga, che la lascia in custodia a Don Josè, il quale, però, si lascia sedurre dalla zingara, e la fa fuggire.
Secondo atto. Siamo nell'osteria di Lillas Pastia. Lì Carmen danza e canta con le amiche Mercedes e Frasquita . Entra Zuniga che cerca di sedurre Carmen, ma viene interrotto dall'arrivo del torero Escamillo . Anche il torero si fa sedurre da Carmen, che però lo respinge. Confidandosi con le amiche, il Dancairo e il Remendado, Carmen confessa di essersi innamorata di Don Josè, che arriva subito dopo. Lì Josè le confessa il suo amore, ma vengono interrotti da Zuniga, che esorta il giovane a tornare in esercito. Al suo rifiuto, Zuniga lo aggredisce, ma Carmen chiama in aiuto gli zingari, che immobilizzano il comandante. Capendo che non può fare altro che scappare, José si unisce a Carmen e agli zingari, fuggendo dall'osteria. Josè e Carmen si giurano amore eterno
Terzo atto. L’atto si apre nel cuore delle montagne dove c’è il rifugio degli zingari. Contrariamente a quello che si erano detti Josè e Carmen non fanno altro che litigare, la loro relazione è giunta al termine. Carmen interroga le carte, ma il suo destino è funesto: la morte! Subito dopo entra Micaela, alla ricerca di don Josè, ma scappa quando entrano Escamillo. Geloso del rivale, Josè sfida a duello il torero, ma viene bloccato dagli zingari, che trovano Micaela nascosta tra le rocce. Ella dice che la madre di Josè è in punto di morte: egli non può fare altro che seguirla, ma giura vendetta a Carmen.
Quarto atto. Il giorno della corrida è arrivato. La folla attende Escamillo, che entra trionfante nell'arena. Mercedes e Frasquita avvertono Carmen: Josè è nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra, e Josè supplica Carmen di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti di lei, Josè s'infervora, e, quando scopre che l'amante di Carmen è Escamillo, s'arrabbia sempre di più. Minaccia continuamente Carmen, ma lei gli getta addosso l'anello che gli aveva donato mesi prima. Accecato dall'ira la uccide. Quando esce la folla dal circo rivela davanti a tutti il suo delitto.
La “prima” alla Scala è un evento atteso tutto l’anno, per scoprire i nuovi protagonisti della stagione lirica dell’anno. Quest’anno saranno un gruppo di giovani ragazzi che non superano i trent’anni aiutati e incoraggiati da un magnifico direttore d’orchestra come Daniel Barenboim che su giovani ha sempre scommesso, riuscendo a vincere battaglie non semplici.
La magia sul palco verrà data non solo per il tema degli zingari, che si sa hanno qualcosa di incredibilmente magico che affascina, ma anche per la calorosa accoglienza che saprà dare il pubblico e quando tutte le luci saranno spente solo una bacchetta potrà dare la scintilla per accendere le voci dei tenori sul palco.


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