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Il Ritorno de “El NiNo”

El_Nino1.jpgdi Silvia Gazzetta

Un’onda calda nel Pacifico preannuncia il ritorno di El Nino, il fenomeno non dovrebbe causare i disastri del ’98, ma un inverno e primavera molto più caldi.

Un satellite della Nasa ha “ripreso” quelle che possono essere considerate le impronte del ritorno di un nuovo evento di El Nino. Il satellite OSTM/Jason-2 (Ocean Surface Topography Mission) ha rilevato, infatti, una lunga fascia di acque più calde della norma distendersi lungo l’Oceano Pacifico, una specie di lunga onda nota come “onda Kelvin”, che si distende quasi per intero da est ad ovest dell’Oceano. La fascia d’acqua in questione, che si estende tra i 100 e i 170 gradi di longitudine ovest, risulta essere anche più alta della quota normale della superficie marina. Tali condizioni sono state rilevate dal satellite della Nasa  nei primi giorni di novembre.

Nel Pacifico ci sono aree dove il livello del mare risulta da 8 a 15 cm inferiore al valore medio e altre in cui le temperature sono più elevate, di circa 2° centigradi superiori alla media. Dove le temperature sono più fredde invece, la quota inferiore del livello marino indica una contrattura della superficie dell’acqua. Quando le temperature iniziano ad alzarsi c’è il pericolo di particolari situazioni climatiche; una di queste è “El Nino”.

El_Nino2.jpgEl Nino è una condizione particolare dell’Oceano Pacifico che si manifesta naturalmente ad intervalli che possono andare da 2 a 7 anni. Il suo arrivo è temuto dai più, anche se in particolari condizioni e limitate aree viene visto come un fenomeno positivo. Generalmente infatti, apporta piogge violentissime lungo le coste meridionali dell’America meridionale e siccità disastrose in Australia e nell’Asia orientale.

Determina una riduzione del pesce marino lungo le coste dell’America meridionale che generalmente sono più pescose quando l’acqua è più fredda e ricca d’ossigeno. El Nino inoltre, proprio perché riscalda una grande area del più vasto oceano del pianeta, ha un’influenza globale sul clima, tant’è che quando arrivò il più intenso episodio di El Nino registrato in tempi storici, tra il 1997 e 1998, si ebbe l’anno più caldo da che si misurano le temperature terrestri, che fu proprio il 1998.

El Nino di quest’anno non dovrebbe essere più importante di quello del 1997/1998. Si prevede molta neve nelle fasce occidentali degli Stati Uniti durante l’inverno e  piogge durante la prossima primavera, condizioni che dovrebbero alleviare una lunga siccità che interessa tutta questa fascia. Ben venga per gli operatori turistici e per l’agricoltura.


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  • Published: 1270 giorni ago on 1 dicembre 2009
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  • Last Modified: gennaio 24, 2013 @ 12:24 pm
  • Filed Under: Ambiente

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