di Simone di Biasio
Esasperati da una Facoltà con boom di iscritti negli ultimi anni, ma che continua ad essere maltrattata, quasi 6000 studenti, laureati e professionisti hanno deciso di alzare la voce. Intervista a Luigi Pilloni, fondatore dell’Associazione.
“Comunicatori d’Italia, unitevi!”. Già fatto, anzi, superata la soglia dei 5.500 iscritti si “rischia” di fare clamore. Ma all’Associazione “Dottori in Scienze della Comunicazione” non puo’ che far piacere, viste le continue “sparate” da destra e manca che non centrano l’obiettivo, ma solo lo share (Vespa e Sacconi docent, tanto che proprio dalle parole improprie del primo sul corso in “Comunicazione” è giunto il: ‘Basta! Uniamoci’). “Abbiamo tutte le risorse per strutturarci nel territorio”, spiega Luigi Pilloni, docente fondatore del gruppo su Facebook che ha raccolto consensi inaspettati – “ed è esattamente quello che faremo a partire dall’inizio del prossimo anno”. Il solito gruppo in mezzo a tanti? No, perché nasce da un’esigenza reale: “Comunicare” il valore della Laurea in Scienze della Comunicazione, che si inserisce perfettamente in un quadro di post-modernità con al centro tutti i mezzi di comunicazione di massa, ormai fulcro del vivere quotidiano. Certo, c’è ancora molto da migliorare. Ma demolire non serve a nessuno.
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Dott. Pilloni, esiste il rischio che l’Associazione rimanga solo sulla carta (anzi, solo nel cyberspace)?
Assolutamente no. Fermare o limitare questa macchina è come dire a un giovane che non deve crescere: semplicemente impensabile!
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Qualcuno l’ha giudicata una scelta anacronistica: un’associazione là dove Ordini come quello dei giornalisti si vorrebbero smantellare. Cosa risponde?
Ordine e Associazione non sono la stessa cosa. L’Adsdc-Italia nasce da una scelta condivisa a larghissima maggioranza dai sui iscritti (dei quali qualche centinaio sono anche giornalisti) che per formazione e visione sono stati capaci di impegnarsi in un progetto molto innovativo, quello di essere protagonisti della comunicazione che cambia.
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Quali iniziative è pronta a svolgere d’ora in avanti?
Nel nostro sito adsdc-italia.it sono facilmente individuabili i propositi, riassumibili in tre obiettivi:
1) Maturazione dei ( D.M. 28 aprile 2008 ) requisiti per l’annotazione negli enti di cui all’articolo
26 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, ovvero nell’elenco delle associazioni
rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate.
2) Aprire e sostenere con serenità ma anche con la necessaria fermezza il dibattito sull’applicazione della legge 7 giugno 2000 n.150 sulla disciplina delle attività di informazione di comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni.
3) Integrare ed allineare la comunicazione italiana ai migliori standard internazionali.
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Perchè personaggi del mondo della politica e dei media, che potrebbero migliorare un corso di studi così moderno, pensano solo a demolirlo?
Premesso che l’Associazione Nazionale dei dottori in SDC privilegia il pluralismo, sono convinto che l’opinione di pochi non possa rappresentare il sentire comune. Credo che ogni iscritto, qualunque sia la sua fede politica, abbia a cuore una cosa: quella di poter esprimere liberamente il suo pensiero.
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Qual è, in questo momento, il ventaglio d’offerte che si apre davanti ad un laureato in SdC?
Il corso di laurea in SdC è multidisciplinare. L’economia, la formazione, le istituzioni, l’informazione in genere, le pubbliche relazioni, sono i campi che hanno bisogno di innovazione, attuabile proprio attraverso le competenze che vengono acquisite da chi studia comunicazione (chi si occupa di farla non finisce mai di studiare…). Il futuro è nella nuova comunicazione purchè la si sappia affrontare con competenza e professionalità (come? qualche soluzione l’abbiamo già data tutti insieme quando abbiamo discusso il nostro statuto) .
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Infine la scelta del logo, paradigma del dialogo.
Così ho scritto nel nostro sito: “Il logo è stato realizzato dall’Agenzia Saliu&Dessì di Lorenzo e Giordana che ha lavorato sull’acronimo interpretandolo con un carattere forte come il Frutiger bold. Il fumetto tondeggiante rappresenta la parola, il testo scritto ecc. (Galassia Gutenberg), mentre il fumetto rettangolare rappresenta la CMC, il televisore ecc. (galassia McLuhan). Le due galassie insieme interagiscono in “rete” e sono l’una complementare all’altra”. Insomma, oggi più che mai, sono convinto che il dialogo debba prevalere sulla contrapposizione.
L’ultima indagine Almalaurea (2006). Nel 2005 i laureati in Scienze della Comunicazione sono stati circa 12.000: sono più giovani, più assidui a frequentare le lezioni, più preparati al mondo del lavoro con stage e tirocini, maggiormente in corso rispetto ai colleghi di altre Facoltà. A un anno dalla laurea lavorano 55,3 laureati su 100, valore superiore alla media nazionale del 53,7%. A 3 anni la percentuale sale all’85,4% (media nazionale del 73,8%); a 5 anni si può parlare di piena occupazione: lavora il 92% dei laureati. “Anche se – spiegano da Almalaurea – per i giovani il primo lavoro è sempre precario”. Per chi non lo è? Già, per chi cerca il “posto fisso”…


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