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Guardia Civil e Guardia di Finanza, insieme contro l’immigrazione clandestina

Guardia_Civil.JPGdi Giulio Rosi

Un reportage internazionale sulle differenti strutture che si occupano della lotta contro l'immigrazione.

Mano a mano che l’Unione Europea prende consistenza, avviandosi verso quella completa integrazione territoriale che ha già eliminato gran parte delle frontiere interne, la nuova realtà geopolitica che ne deriva si vede costretta ad adeguare continuamente le differenti strutture sociali dei Paesi membri alle nuove esigenze scaturite dalla fusione di mentalità, tradizioni, leggi, costumi e culture spesso molto distanti fra di loro. Questo complicato processo di standardizzazione, iniziato a livello economico con l’introduzione della moneta unica, è in atto anche presso le forze di polizia che vigilano sulle frontiere della Comunità Europea. In Spagna questo compito viene svolto essenzialmente dal Corpo militare della Guardia Civil, chiamata affettuosamente “la Benemerita”, in collaborazione con il Cuerpo de Policia Nacional – corrispondente alla nostra Polizia di Stato – e con le polizie autonome dei Paesi Baschi (Ertzaintza) e della Catalogna (Mossos d’Escuadra).

Come conseguenza della differente concezione di limite territoriale introdotta dal trattato di Schëngen, gran parte delle frontiere europee si sono spostate agli estremi del territorio spagnolo. A Nord, sul confine con i Pirenei, si verifica una massiccia entrata di immigrati dagli ex Paesi comunisti, che arrivano via terra fingendosi turisti e poi si fermano attesa di un lavoro che ovviamente non trovano. E molti nemmeno lo cercano. Una delle conseguenze di questo fenomeno incontrollato è l’impressionante aumento delle rapine che si verificano, specialmente nella Catalogna, ad opera di violente bande costituite da ex-militari per lo più provenienti dall’Albania e dal Kosovo. A Sud, invece, l’immigrazione è esclusivamente marittima; invade le isole Canarie e le zone costiere mediterranee della Spagna meridionale, soprattutto nel tratto più vicino alle coste africane, la cui complessità morfologica e ambientale rende molto difficile i controlli e nello stesso tempo favorisce lo svolgimento di molte attività illecite, legate soprattutto all’immigrazione finalizzata al traffico di droga e di esseri umani, la quale é gestita da gruppi mafiosi internazionali. La sorveglianza sul litorale, che va da Almeria allo Stretto di Gibilterra, per una lunghezza di oltre 400 chilometri, impone alla Guardia Civil un’attenzione continuata con l’impiego di mezzi terrestri, aerei e navali di grande efficacia. Ma anche con strumenti elettronici di ultima generazione, in grado di scrutare ampie zone di mare anche di notte e in cattive condizioni ambientali, per intercettare tempestivamente l’avvicinamento alla costa di imbarcazioni sospette. Il controllo di questa fascia di mare, che praticamente rappresenta la porta meridionale d’Europa, vede impegnati anche altri Paesi mediterranei, fra i quali esistono rapporti professionali di collaborazione stabiliti dalla Commissione Europea. Molte operazioni internazionali vengono periodicamente svolte in collaborazione con la Guardia di Finanza. L’insieme di queste attività converge verso progetti finanziati in ambito comunitario, i quali, oltre alla loro intrinseca utilità, costituiscono l’occasione ideale per scambi professionali fra gli addetti alla sicurezza di vari Paesi europei.

In Spagna il controllo delle coste si avvale di un sistema elettronico di ultima generazione, chiamato SIVE ( Sistema Integrato di Vigilanza Esterna), basato su una serie di stazioni radar installate nel punti “caldi” della costa e capaci di intercettare qualsiasi imbarcazione in un raggio di venti chilometri. Il che permette ai pattugliatori ed agli elicotteri della Guardia Civil di raggiungere ed identificare i natanti mentre si trovano ancora in mare aperto. “L’introduzione del SIVE – afferma il maggiore Manuel Cintado Carrasco, comandante del Gruppo della Guardia Civil di Malaga, dove il narcotraffico è rilevante data la vicinanza con il Marocco – in meno di due anni ha fatto registrare un notevole aumento degli arresti di trafficanti. E nello stesso tempo ha salvato dal probabile naufragio e dall’annegamento centinaia di immigranti clandestini, fra i quali molte donne e bambini, che ogni giorno tentano di raggiungere le coste spagnole a bordo di vecchie carrette di mare stracariche e al limite del galleggiamento”.

Tutte le attività di polizia volte alla impermeabilizzazione delle frontiere marittime dell’Unione Europea e alla dissuasione dei flussi immigratori illegali, vengono periodicamente aggiornate attraverso appositi protocolli d’intesa internazionali, che stabiliscono il coordinamento fra i mezzi navali, aerei e terrestri di tutti gli Stati membri, fra i quali figura sempre anche l’Italia, unificando i linguaggi e i criteri di intervento a vantaggio delle future operazioni congiunte.  


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  • Published: 1311 giorni ago on 20 ottobre 2009
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  • Last Modified: ottobre 19, 2009 @ 5:06 pm
  • Filed Under: Attualità, Società

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