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Un sondaggio sulla crisi vista dai ristoratori

Sulla crisi avrebbe inciso, e forse era un po' scontato considerando la grande strumentalzizazione anche politica fatta nei mesi scorsi, anche l'introduzione dell'euro, indicato come causa prevalente della crisi con un si dal 26,6% degli intervistati, con molto dal 13% e abbastanza dal 30%. Influenza di poco peso per il 21,7% o nulla solo per l'8,7%.

Al momento emergono anche problemi sul personale. Se dal sondaggio emerge una soddisfazione sul livello professionale (fra molto a abbastanza siamo ad oltre il 70%), tanto che un 43,5% non ha effettuato tagli fra i dipendenti, un altro 26,1% però ha già ridotto il personale e un altro 30,4% ci sta pensando. C'è un forte interesse in ogni caso per la possibilità di avere stagisti o personale temporaneo in caso di necessità (45,4% nel primo caso e 56,5% nel secondo).

Per quanto riguarda una valutazione più generale sul sistema, emerge una totale insoddisfazione riguardo agli studi di settore (bocciati senza mezzi termini dal 54,5%) e un no ancora più alto per la tassazione (quasi unanime la contrarietà). Ampio consenso (ben il 72,8%) a un'ipotesi di riduzione della contribuzione previdenziale per favorire l'occupazione. Anche in questi casi indicazioni in gran parte prevedibili e per molti versi scontate.

Riguardo agli aspetti finanziari e di gestione, la maggioranza (53,3%) di chi è in affitto non comprerebbe l'immobile, mentre viene segnalato un cambiamento nei rapporti con la banca (21,7% sì, 13% molto e 21,7% abbastanza). Si segnala inoltre un cambiamento nella capacità d'investimento per il 60,9%, spiegato con nuovi ricorsi a fonti di credito per oltre la metà a causa della crisi (52,2%), ma senza ricorrere a finanziamenti dei consorzi di categoria (utilizzati solo dal 21,7%). Ampio il ricorso a operazioni di liquidità, richieste dal 45,4%. Ben il 74% non ritiene in ogni caso di aver bisogno di un consulente finanziario, forse perché scottato dalla crisi finanziaria.

Per fare fronte alla crisi abbastanza precise sono le indicazioni. Gli investimenti preferiti sono infatti attrezzature (40,9%) e pubblicità (27,3%). A proposito della promozione è interessante osservare come il 39,1% indica una scelta del canale Internet, mentre il 60,9% ritiene un sito web un'occasione per valorizzare il locale, pur segnalando al 60,9% di ritenere di non avere tempo per seguirlo.


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  • Published: 1559 giorni ago on 17 febbraio 2009
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  • Last Modified: febbraio 17, 2009 @ 1:58 am
  • Filed Under: Economia, Enogastronomia

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