di Fabrizio de Paulis
L'esperienza dello stato di dipendenza da altri è comune a tutti. Il bambino rappresenta tipicamente questa modalità di relazione. Con la crescita, con l'evoluzione, si passa ad una nuova forma che è l'indipendenza, intesa come capacità di essere autonomi, di non dipendere da altri.
Lo stadio successivo, proseguendo nella evoluzione dell'individuo, è l'interdipendenza, ovvero la capacità di cooperare, la collaborazione con altre persone finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni e più complessi.
Questi stadi non necessariamente sono raggiunti dal singolo nell'ordine elencato, anche se questo potrebbe ritenersi il percorso di crescita personale più "naturale". Lo troviamo infatti nella sfera personale (il bambino diventa un giovane adulto autonomo, successivamente "costruisce" una famiglia, oppure riveste un ruolo sociale e necessariamente interagisce e coopera con altri), ma anche in molte altre situazioni (quali il contesto lavorativo ad esempio; inizialmente si dipende da altri, poi aumenta il grado di autonomia, per arrivare ai risultati complessivi della squadra di cui si fa parte).
Un ulteriore processo evolutivo può essere considerata la leadership, ovvero la capacità di essere una guida per gli altri.Naturalmente, questa capacità presuppone anzitutto il raggiungimento dei precedenti stadi, poi la capacità di essere prima guida di sé stessi, ovvero la sicurezza e la convinzione interiore di essere in grado di compiere le scelte giuste, poi sicurezza nel proporsi guida per gli altri.
Un ulteriore gradino, raggiungibile e raggiunto solo da pochi, è il divenire protagonisti della storia. La capacità di influire sugli eventi umani è dote di pochi eletti. Senza dubbio sono necessarie doti fuori dal comune. Questa possibilità diventa propria delle poche eccellenze che riescono, seguendo percorsi sicuramente segnati da grandi sofferenze e responsabilità, ad ottenere l'immortalità storica.


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