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di Simone di Biasio
Qualche mese fa l'Istat ha rilasciato i dati definitivi sulla vendemmia 2007 in Italia: calo di produzione del 14.3% rispetto al 2006, al di sotto delle precedenti vendemmie "povere" del 2002-2003. A livello regionale, il Nord Italia ha mostrato un calo marginale dell'1.6%, mentre sia il Centro che il Sud Italia hanno avuto un andamento molto più negativo. Ma attenzione alla lettura di questi dati: il "sacrificio" nella produzione ha infatti essenzialmente colpito i vini da tavola, che sono principalmente prodotti al Sud. Questi dati vanno inoltre studiati sulla base dei Paesi del "Nuovo Mondo" che si affacciano come "Wine makers", tra cui, manco a dirlo, la Cina, il cui vigneto è cresciuto, nel giro di dieci anni, del 200%, arrivando ad una dimensione analoga a quella di Usa ed Australia messi assieme. L'Italia comunque mantiene le posizioni con la propria quota sul mercato mondiale che è rimasta invariata: il 18 % dell'export mondiale 10 anni fa, il 18 % oggi. E questo palesa una conclusione: nel mondo si beve sempre più vino italiano, con gli Usa in testa per i consumi. Il tutto per un giro d'affari nel mondo di 10.000 milioni di euro annui, con 827.000 ettari di "vigneto italia". Ma produzione di vino italiano non è solo sinonimo di suoli italiani. E ce lo spiega in questa intervista il sig. Julian Castagna, proprietario dell'omonima azienda vitivinicola a Beechworth, in Australia.
1. Quando la Sua avventura di produttori di vini è cominciata in Australia? E perché solo nella terra di Cooke?
Piantammo le nostre prime viti nel 1997 in Australia perché è lì che noi viviamo da tempo. Ci guardammo attorno molto tempo prima di trovare una terra che potesse produrre "il" grande vino. E credo che con gli anni Beechworth possa diventare una delle più grandi aree di produzione di vino dell'Australia.
2. Il cognome Castagna tradisce però le sue origini italiane…
È vero, sono nato in Italia in una cittadina vicino Trieste e mio nonno lì coltivò viti e produsse i primi vini. Il prossimo dicembre tornerò in Italia per visitare quel vigneto con mio figlio Adamo che lavora con noi come Assistente Winemaker.
3. Che clima c'è a Beechworth, dove Lei produce i Suoi vini?
Il clima è tipicamente Mediterraneo: giorni caldi e notti fresche. Il suolo è fertile, argilloso e granitico su una base di creta: è così che i vini hanno molta di quella che da noi si definisce "minerality".
4. Cosa vuole dire coltivare biodinamicamente?
Vuol dire seguire le linee-guida indicate dal filosofo austriaco Rudolf Steiner nelle sue Conferenze Agricole del 1924, ovvero intendere naturalmente l'agricoltura, senza l'uso di contributi chimici, usando le preparazioni della biodinamica: avere vino dalla terra nella maniera più naturale possibile. E anche "Vini Veri" è un gruppo in Italia che fa vino in un atteggiamento simile al nostro.
5. Rosso o bianco?
Li produciamo entrambi con una caratteristica: sono sicuramente vini più "europei" degli altri prodotti nell'intera Australia. In particolare abbiamo 4 "Cru Reds":
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Genesi di Castagna Syrah, ovvero il Syrah con una piccolissima quantità di Viognier (2%)
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Castagna La Chiave: Sangiovese del clone di Brunello: è infatti molto simile ai vini di Montalcino, ma con, forse, più frutta
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Castagna Un Segreto: miscela di Sangiovese e Syrah; un po' come i vini di IGT di Toscana
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Castagna Genesi Scintillante: è un'altra versione di Champenoise del nostro vino "Il segreto".
Poi c'è il nostro vino bianco, il Castagna Ingénue, costola dell'uva di Viognier e molto simile ai vini di Condrieu nella valle settentrionale di Rhone della Francia.
6. Di quale vino andate maggiormente fieri?
Genesi di Castagna Syrah è il vino per il quale siamo famosi e quello che mette d'accordo, in fatto di buon gusto, clienti ed esperti. Inoltre siamo classificati come i produttori del più buon Sangiovese di Australia: Castagna La Chiave.
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