di Davide Castrianni
È da poco uscito nelle edicole italiane il primo numero di Unità speciale, serie “gialla” a fumetti, che tratterà le indagini di un affiatato gruppo di militari dell’Arma impegnati nella lotta al crimine organizzato su scala mondiale. Il fumetto è pubblicato dalla “Eura editoriale” di Roma, in collaborazione con la rivista “Il Carabiniere”. Un classico albo di 96 pagine in bianco e nero che sarà distribuito in edicola a cura della prestigiosa casa editrice romana che produce gli ormai storici settimanali Lanciostory e Skorpio e vanta personaggi molto amati dal pubblico di genere come Dago, John Doe, Martin Hel, Nippur, Gilgamesh e Amanda.
Il protagonista di Unità speciale è il tenente Raffaele Ranieri, giovane cresciuto a Napoli, di madre argentina, che nel primo episodio, dal titolo Giuramento, vedremo uscire dalla Scuola Ufficiali di Roma diretto alla sua prima sede di servizio, il paese immaginario di San Salvatore, in provincia di Palermo. Proprio qui conoscerà alcuni dei futuri protagonisti della serie e si troverà fin da subito calato in un’indagine spinosa. Le atmosfere che riprendono il classico Giorno della civetta, si affiancano ad altre e più esplicite ed esibite citazioni cinematografiche che formano il background culturale del giovane tenente Ranieri, dal richiamo a La finestra sul cortile all’escamotage tratto pari pari da Brubaker, che gli permette di ottenere una testimonianza decisiva per la risoluzione del caso.
In questo primo episodio emerge il passato di Ranieri, il suo ingresso nell’Arma in seguito a vicende personali drammatiche che lo hanno strappato alle sue vocazioni recitative, ma si delinea anche un microcosmo di personaggi, ognuno caratterizzato da precisi connotati che ben si inseriscono in una struttura come quella di una serie noir: la bella e arguta criminologa Luisa Zanetti, il simpatico e saggio appuntato Salvatore Caruso, l’intelligente capitano Cammarata.
Difficile non sprofondare nella retorica. Difficile non risultare inadeguati, nel presentare un’ambientazione italiana per una serie di genere: giallo. Ma gli autori, la scrittrice Cinzia Tani il regista e sceneggiatore Massimo Guglielmi, ci riescono. Scegliere l’Arma dei carabinieri, non a caso un manifesto dell’italianità nel mondo, si rivela la scelta vincente. Lontani dalle fiction televisive, più vicini al genere poliziottesco, che in Italia vanta un’ ottima produzione tanto cinematografica quanto fumettistica, hanno avuto il grande pregio di rendere credibile un’avventura in formato made in Italy. Di certo Unità speciale mostrerà molto altro nel corso dei prossimi mesi. Qualcosa che compenserà ampiamente lo stridore di qualche tratto retorico, ma necessario.


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