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Le parole d’ordine dei candidati

di Emanuela Medoro 

Nella lunga, faticosissima e dispendiosa battaglia verso la candidatura per la Casa Bianca, in campo democratico continua avvincente la battaglia fra Hillary Clinton e Barack Obama, quest'ultimo ancor più in vantaggio di delegati con le recenti vittorie in Wyoming e Mississippi . Il messaggio di ringraziamento di Hillary per la vittoria nel Texas, pubblicato sul sito ufficiale, non contiene battute polemiche verso l'avversario del suo stesso partito. L'immagine la mostra in un locale immenso, circondata da migliaia di persone plaudenti, e tutti sono chiamati a sentirsene partecipi. "La vittoria appartiene a tutti noi… dobbiamo andare avanti, dobbiamo essere forti… ed andremo fino  in fondo: "Critical primaries are approaching and we need your help in this neck-and-neck race for the nomination."  "Primarie critical – termine che in questo caso significa difficile e d'importanza determinante – si avvicinano e abbiamo bisogno del vostro aiuto in questa gara testa a testa". Bella l'espressione "neck- and- neck race", alla lettera "gara collo a collo". Le espressioni del ringraziamento sono: "This victory belongs to all of us, we are going on, we are going strong, we are going all the way. Questa vittoria ci appartiene, andiamo avanti, andiamo forti, andiamo fino in fondo".

Il messaggio di Barack Obama, invece, contiene battute polemiche verso Hillary, unita in questo caso al vero avversario che è John McCain. Barak Obama incomincia col dire: " La nostra campagna è fondata su un movimento di base (grassroots supporters) e diversamente dalla Senatrice Clinton e dal Senatore McCain non abbiamo mai preso danaro dai lobbisti". Mette dunque insieme il vero avversario, che è Mc Cain, con la Clinton, che comunque appartiene al suo partito. Accusa poi Hillary d'usare tutte le sue risorse per  sostenere una campagna negativa contro di lui, che danneggia tutto. Bella l'espressione coniata per descrivere questo fenomeno:"throw-everything- including- the kitchen- sink campaign". In questo caso "una campagna che butta via tutto, incluso il lavandino della cucina", un po' come il proverbio italiano "butta con l'acqua sporca anche il bambino". C'è da domandarsi se questa forte rivalità in seno al partito democratico non sia legna per il fuoco del vero avversario, che é McCain. C'è infine da notare che Barack Obama assicura agli elettori che continuerà la battaglia per il suo progetto di cambiamento per migliorare la vita degli americani, forte del fatto che i suoi sostenitori hanno raccolto 55 milioni di dollari nel solo mese di febbraio, rilevando con legittima soddisfazione come nessuna campagna per le primarie presidenziali abbia mai raccolto tanto in un mese solo.

Ed ecco John Mc Cain, che ha già guadagnato la nomination dei Repubblicani (has clinched the Republican nomination". Il verbo "to clinch" ha il significato base di concludere, decidere una questione. Nato in una base militare americana in Panama, comandata dal padre, per John McCain c'è stata a lungo la questione se potesse o meno correre per la presidenza, dato che il presidente deve essere "natural-born American", americano nato in America, una norma inventata dai padri fondatori per evitare che a qualche inglese venisse in mente d'andare a comandare nelle ex-colonie oltre Atlantico. Da non confondere questa espressione con "native American", nativo americano che si usa per gli indiani, Navajos, Sioux, Apache etc. Il caso è stato poi risolto a favore di Mc Cain, perché le basi militari all'estero sono considerate territorio americano.

Vediamo ora come McCain ha iniziato la sua campagna per le presidenziali. Ho ricevuto dal suo sito un video, con sfumature di colori e suoni molto dolci e suggestivi. L'incipit è una solenne citazione tratta da Teddy Roosevelt: "The time has come, John Mc Cain is the Man in the Arena". L'ora è scoccata, John McCain è l'uomo nell'arena. Singolare l'uso  del termine "arena", un luogo di battaglie sanguinose. Segue una citazione d'archivio con la viva voce di Winston Churchill che dice in tempo di guerra: "We shall never surrender ! (Non ci arrenderemo mai!) .  A seguire la voce di Mc Cain: "Stand up, we  are Americans, we will never surrender, they will! …never give in,  never, never, never…..(In piedi, siamo americani, non ci arrenderemo mai, loro lo faranno…mai cedere, mai, mai, mai). Segue l'elenco delle guerre da combattere e dei nemici da sconfiggere per sempre. Poi,venuto a più miti consigli, McCain aggiunge che il prossimo presidente deve dichiarare come "lui o lei", intesi come Barack o Hillary, intendano arrivare alla più rapida conclusione possibile delle due guerre in corso, in Iraq e in Afghanistan (The swiftest possible conclusion).


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