di Silvia Gazzetta
Il Friuli Venezia Giulia ha avuto l'onore di ospitare durante i giorni scorsi una delle autorità più illustri del mondo, il Dalai Lama.
Oltre alle numerose cariche politiche, Sua Santità, ha incontrato numerosi rappresentanti di altre religioni e per concludere, ha parlato con i ragazzi delle scuole superiori e dell'università. Per chi ha avuto la possibilità, o per chi la avrà in futuro, di partecipare a uno di questi incontri sarà senza dubbio una esperienza che segna l'animo umano. Gli argomenti principali degli incontri avvenuti durante questi giorni sono stati la non violenza, la giustizia e la pace. Concetti che il Dalai Lama ha avuto modo di spiegare durante la sua conferenza di lunedì 10 dicembre presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Data molto importante perché è la giornata internazionale dei diritti dell'uomo e il 18° anniversario del conferimento del premio Nobel al Dalai Lama.All'inizio c'è stato l'omaggio musicale del flautista tibetano Nawang Khechong, capace di trasmettere una musica molto dolce e rilassante che ha trasmesso un gran senso di pace. Alla fine dell'omaggio musicale è entrato sul palco il Dalai Lama, accolto da moltissimi applausi e una sendingovation. Introduzione al discorso di Don Pierluigi Di Piazza (per il centro di Accolglienza Ernesto Calducci), di Ghesce Lobsang Pende e di Plinio Benedetti (per il Centro Cian Ciub Cio Ling) e di Tenzin Thupten, Presidente della Comunità tibetana in Italia. In particolare sia Ghesce che Tenzin hanno parlato dell'enorme problema del Tibet e della mancanza di libertà dei buddisti, costretti a imparare il cinese per poter compiere i più semplici gesti del vivere quotidiano. Al termine di questi interventi il Dalai Lama ha avuto modo di iniziare il suo discorso.
Ha parlato dell'importanza della speranza sia in se stessi che nelle persone, ma anche la speranza del futuro per una vita migliore. Nella vita i valori più importanti sono la benevolenza e la compassione perché danno all'essere umano quel equilibrio umano necessario per stare bene, interiormente ed esteriormente.La cosa più difficile però è avere compassione per i nemici, perché essi sono coloro che ci arrecano danno e ci fanno soffrire. Le strade a questo punto sono due; perdere l'equilibrio interiore e cedere alla violenza oppure continuare ad avere il giusto equilibrio interiore ed essere portati alla compassione.
Come ha spiegato il Dalai Lama, chi ha un giusto equilibrio interiore, ha un certo benessere e chi sta bene ha la mente lucida e più portata alla compassione e alla benevolenza.
Il soggetto che vive nella società moderna è più propenso, a causa delle abitudini della civiltà moderna, alla violenza e alla intolleranza, in cui il singolo individuo fa meno attenzione ai valori interiori e hai valori umani per dare maggior peso alle cose materiali, pur inconsciamente.
Proprio per valorizzare i valori umani, secondo il Dalai Lama, bisognerebbe avere un approccio laico. Tale approccio deve essere individuale e spontaneo solo in questo modo si potranno valorizzare i valori umani e anche i rapporti tra le diverse religioni.
La compassione, la saggezza, l'altruismo e l'equilibrio interiore portano l'essere umano ad essere intelligente. Intelligenza che deve essere usata nel migliore dei modi perché serve per capire la realtà delle cose e non per distorcerla.
Finito il discorso del Dalai Lama c'è stato lo spazio per alcune domande incentrate sul problema del Tibet. Per finire il Dalai Lama ha dato un bacio, come segno di amore e di pace, ad un bambino ed è uscito dal palco accompagnato dalla cantante Kelsang Chukie Tethong e dagli applausi di tutto il pubblico. Un incontro particolare con parole diverse dalle solite che vengono spesso pronunciate. Per non parlare poi del grande senso dell'umorismo e l'enorme bravura del traduttore che hanno saputo cogliere l'attenzione di tutti i presenti, grazie anche alle parole semplici e chiare usate più volte, come la pace e la compassione.


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