di Matteo Esposto
Probabilmente la scoperta più importante del secolo. A poca distanza dal trafficato centro di una delle città più antiche e belle del mondo, adiacente alla maestosa villa di Augusto, ma diciassette metri più in basso, è stato scoperto il tempio romano per antonomasia. Il merito della scoperta, va ad un piccolo endoscopio, uno di quelli che si usano in gastroenterologia, inviato nelle profondità romane la scorsa estate. Le prime immagini non sono state molto dettagliate, ma sono state facilmente riconoscibili: la volta a cassettoni, una decorazione a mosaico, i marmi policromi e l'aquila bianca, simbolo di Augusto. La presenza di questi abbellimenti è dovuta al fatto che Augusto monumentalizzò la grotta. La grotta è quasi sicuramente il Lupercale, ovvero la caverna dove la lupa allattò Romolo e Remo, anche perché è situata nei pressi dell'antico corso del Tevere. Il santuario è antecedente alla fondazione di Roma. In principio, essa fu utilizzata da Evandro, alleato di Enea, per celebrare rituali in onore del Faunus Lupercus, e la Lupercalia, una festa religiosa che si celebrava solitamente il 15 Febbraio, in onore del dio della fertilità Luperco. Sono secoli che l'Italia è alla ricerca di questa misteriosa grotta, e nonostante gli archeologi siano pervasi dalla gioia e dall'orgoglio, non si può fare a meno di procedere con cautela.
Non si ha la certezza che l'edificio rinvenuto sia proprio il Lupercale, in quanto il mito della fondazione di Roma
è molto discusso. Infatti la fondazione della maestosa città, secondo le fonti risale al 21 Aprile del 753 a.C., due secoli dopo, si incomincia a parlare di Romolo e Remo, e solo nel 299 a.C. viene inserita nel mito la lupa. Nonostante molti storici, tra i quali Svetonio e Marliano, abbiano indicato le pendici del colle come ubicazione del misterioso tempio (area dove è stato rinvenuto l'edificio), c'e un'incongruenza fra i vari storici attuali, in quanto alcuni ritengono che la grotta rinvenuta sia un ninfeo di età neroniana, e che il vero Lupercale, si trovi 50 metri più a destra, e 16 metri sotto-terra. Il Palatino tuttavia è un colle vergine, inesplorato, per cui gli scavi procederanno piuttosto a rilento per via del terreno molto friabile. Il ministro Rutelli, ha tuttavia assicurato agli amanti dell'arte che, per il 2008, il santuario sarà aperto al pubblico, nella speranza che nel frattempo si sia fatta maggior chiarezza sulla scoperta e che storici e studiosi siano riusciti a raggiungere un comune accordo. Il tutto sempre che, nel frattempo, nuovi scavi non portino alla luce altri reperti dai misteriosi anfratti su cui si ergono gli stupendi colli di Roma. (Concorso Giornalisti)


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