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Cercando tra l’arte della falconeria, ci siamo imbattuti in incredibili scoperte dalle Associazioni Falconieri in Friuli fino alla Basilicata. E a Melfi vi è un gruppo dedito a promuovere questa antica attività umana e animale. "[…] Tutto ciò che l'albero aveva vissuto e visto durante i suoi lunghi anni di vita, gli sfilò dinanzi, come in un corteo. Vide cavalieri e dame dei tempi antichi, con le piume sui cappelli e i falchi in pugno, cavalcare nel bosco; il corno da caccia risuonò e i cani abbaiarono. Vide i soldati nemici con armi lucenti, vestiti variopinti e lance e alabarde,
montare e smontare le tende; i fuochi delle sentinelle bruciavano e si cantava e si dormiva sotto i rami tesi della quercia. Vide pure gli innamorati che s'incontravano pieni di gioia al chiaro di luna e incidevano i loro nomi, le loro iniziali, nella sua corteccia grigio-verde. […]" (tratto da: Fiabe Natale di Hans Christian Andersen). In realtà, scopriamo che anche a Melfi vi è più di una associazione di falconieri. E' da sempre un’attività ludica, di fatto in tempi passati non di rado erano validi compagni dell’uomo che confidava nella loro abilità di cacciatore per procurarsi la preda. Guardiani del territorio è stata un’altra loro funzione. Per nobiltà ed eleganza, nonché il carattere fiero e deciso, simbolo di astuzia e indubbiamente sinonimo di vista acuta, volo elegante e silenzioso, spesso furono adottati come simbolo negli stemmi della cavalleria o di città o roccheforti. Ecco allora sui baluardi e sulle insegne sventolare la loro effige. Se è vero che hanno ispirato la letteratura, comparendo in poesie, racconti, fiabe e via discorrendo, è pur vero che suggerirono intuizioni all’uomo che andava ideando il modo di poter innalzarsi in volo.
In quel di Melfi, dunque, dal medioevo ci giunge De Arte Venandi, un testo in sei libri di falconeria, noto agli esperti del settore, composto dall’Imperatore Federico II di Svevia, che le migliori scuole di falconeria utilizzano oggi giorno. Tale scritto spazia dalla classificazione e descrizione delle varie specie di uccelli, all’arte della falconeria, dalle fasi di addestramento del falco alla caccia con le diverse specie di falco in relazione al tipo di animale cacciato. Ora
Melfi è, in qualche maniera, la culla della falconeria dal momento che parte del trattato De Arte Venandi cum Avibus fu composta dall’Imperatore della città di Melfi, città che vanta anche di essere la sede in cui vennero scritte le costituzioni Augustales o Melfitane, nel 1231. Una curiosità da non perdersi per il viaggiatore che si trovasse a passare di lì: uno sguardo all’esterno della torre ovest del Castello per ammirare il nido dell’aquila simbolo dell’imperatore e della sua passione per la falconeria. I falchi e la città di Melfi: suggestivo affascinante mistero, incantevole sposalizio. Predatori rapaci i primi e Melfi edificata su un colle vulcanico nella parte settentrionale del Vulture, che padroneggia in un territorio spettacolare, per i Normanni costituì la capitale del Sud prima che tale ruolo fosse passato a Palermo, per poi essere scelta come residenza dall’imperatore, autore delle suddette citate Costituzioni redatte con l’aiuto di Pier delle Vigne, ovvero il Liber Augustalis, importante storicamente in quanto sembra rappresentare il primo vero e proprio testo organico medievale di leggi scritte che disciplinavano in materia civile quanto in quella penale.
Federico II di Svevia fu un uomo di ricco ingegno, letterato, statista, condottiero, legislatore; dotato di mentalità libera, eclettica ed anticipatrice. Come certamente molti altri uomini, non solo medievali, nutriva inoltre la profonda passione per l’attività venatoria che considerava una vera e propria arte ed era entusiasta della caccia con il falcone, che pare essere una pratica di origine iraniana introdotta in Europa forse dagli Arabi. I falchi, De Arte Venandi, Melfi,
associazioni falconieri: ecco gli ingredienti della ricetta che da colore alle iniziative e attività il cui obbiettivo è da un lato quello di divulgare l’antica nobile arte della falconeria, per passione che diventa veicolo per riportare alla luce un frammento della storia e della antica cultura melfese quale testimonianza viva in eredità ai posteri. Gli intenditori e gli appassionati certo conoscono le varie iniziative in merito come i corsi di falconeria di carattere teorico, storico, culturale e pratico, ad unire lectio et actio. Vi sono poi i raduni dei falconieri, che richiamano intenditori ed appassionati non solo del territorio nazionale, ma internazionale. Incontri che possono diventare occasioni per dimostrazioni di caccia e voli delle varie specie di rapaci. Occhio ai calendari eventi in quel di Melfi, dunque. Librandoci alti come falchi per altri lidi migranti ad avvistare nuove perle per voi, da sfogliare nelle pagine dell’Arca di Noè. Intanto vi invitiamo alla scoperta della falconeria e di Melfi nelle solari vulcaniche terre lucane, ovviamente con passione. (Tania Pizzamiglio)


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