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Masserie e paesaggi del meridione

di Michele Santoro

L'Associazione Culturale e Sociale Presenza Lucana, nell'ambito dei suoi Venerdì Culturali ha presentato la cartella dal titolo: ‘I centri storici del Sud'. Questa scheda è da seguire con particolare interesse, poiché consentirà di conoscere, da più lati, la bellezza artistica e paesaggistica del territorio, la tradizione popolare, i canti, ma soprattutto la storia con tutti i personaggi che l'hanno attraversata. Il primo centro storico trattato nella nuova cartella è stato Massafra, presentato da Antonio Vincenzo Greco attraverso un suo pregevole testo, Veduta di Massafra con il Castelloautopubblicato, dal titolo ‘Masserie e massafresi'. Antonio Greco, medico, nonché studioso molto dinamico, ha collaborato con il gruppo Umanesimo della Pietra, pubblicando sulle omonime riviste vari contributi, di carattere naturalistico e sulle vicende del paesaggio agrario tarantino. Da alcuni anni la sua attenzione di ricercatore è concentrata sulle vicende connesse al paesaggio agrario, in particolar modo alle masserie d'Età Moderna, con specifici riferimenti agli aspetti sociali ed economici. Ultimamente è impegnato, insieme con altri gruppi, alla promozione del progetto di ‘Parco della Terra delle Gravine'. Il volume di Greco è scritto con precisione ed è una lezione di metodo esemplare, per come è impostato. Per gli studiosi della materia desiderosi di continuare, presso altri comuni, un lavoro analogo, questo è da prendere come esempio. Il titolo richiama l'attenzione sull'importanza dell'elemento umano non solo nella genesi del fenomeno masseria, ma più in generale nella delineazione e nell'evoluzione delle forme del paesaggio. L'operazione di ricerca ha interessato l'Età Moderna, in particolare il periodo compreso tra l'inizio del Seicento e la metà del Settecento.
I capitoli tracciano un quadro esaustivo e ben in evidenza della storia del territorio: uomini e paesaggi, terra e famiglia, università e governo del territorio, la chiesa ed il potere economico, l'azienda feudale, la civiltà rupestre nel paesaggio moderno, il sistema stradale storico, le masserie. Ben 346 fotografie, in bianco e nero, completano l'opera dando quella chiarezza necessaria a ben comprendere il paesaggio agrario del comune di Massafra. Leggendo il libro, si può dedurre che lo studioMasseria fortificata sulle masserie è un pretesto dell'autore per parlare della storia. Quella raccontata è il frutto di un lunghissimo e certosino lavoro di ricerca: le pagine dedicate a note e bibliografia sono moltissime. Un territorio si comprende meglio e più a fondo, quando in quel luogo s'incontrano anche gli uomini con le loro storie. In questo caso sono poche le famiglie protagoniste, poiché il feudalesimo della cittadina è stato povero. Nel Medioevo la zona era conosciuta per gli allevamenti di cavalli, per la corte napoletana. Solo dopo scompaiono le mandrie e nasce l'agricoltura. Infatti, nell'epoca preindustriale (antecedente all'Ottocento), l'economia era prevalentemente agricola e la storia locale ruotava intorno ad essa: i prodotti in eccedenza, il grano, l'olio ed il vino, erano venduti ai grossi consumatori, commercianti del napoletano, del Nord Italia e in Europa. Mancava una classe industriale in senso classico, c'era solo l'industria rurale intorno a cui ruotava la vita del popolo e, come conseguenza, quella del patriziato. A quel tempo l'aspirazione massima era quella di andare a vivere in città. Gli aristocratici del luogo, non appena le condizioni economiche, o tramite interessati matrimoni, lo consentivano, abbandonavano il paese per spostarsi a Taranto, abbandonando lentamente le residenze originali. Lo schema sociale ruotava intorno ai nobili che trattavano le classi inferiori con soprusi e prepotenze varie.
Contrariamente a quanto avvenuto negli altri paesi, a Massafra è mancata una zona di transizione tra il centro storico e la campagna, come conseguenza del boom demografico che il paese conobbe intorno al '500. Gli abitanti che non potevano più essere ospitati nel centro storico, furono costretti a popolare le campagne. La civiltà rupestre, erroneamente Massafra: veduta notturna del Castelloattribuita al medioevo, è sorta, quando l'uomo intensificò la coltura della terra a scopo produttivo e poi anche ricreativo, costruendo masserie ove i patrizi si spostavano nei mesi estivi. La storia delle masserie ha un suo divenire: dalle grotte del primo tempo si passò a edifici in muratura infine alle masserie. Il sistema rurale entrò in crisi nell'Ottocento, quando i prodotti che erano alla base dei commerci del posto in primo luogo il grano, ebbero altri concorrenti, come gli Americani che, con il loro prodotto agricolo (grano) ottenuto in modo industriale, invasero l'Europa. Nella seconda metà del 700 si tentò una stentata industrializzazione locale cercando di creare una produzione tessile, che non esplose poiché era legata alla manualità (si produceva con i telai): produzione di qualità ma dalla scarsa quantità e per questo poco competitiva. Nell'Ottocento anche questo tentativo finì, stroncato dall'apertura ai mercati esteri ricchi di prodotti. In conclusione sono numerosi gli spunti e le conoscenze che si possono avere dalla lettura di questo libro, come la descrizione delle famiglie massafresi, episodi di vita quotidiana, atti notarili e tradizioni. (Michele Santoro)


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