![]()

![]()
Nella terra dagli aromi agrumati, baciata dal sole mediterraneo, inebriati dalle coppe di vino doc, ponte tra popoli antichi, nella commistione che originò dall’incontro tra civiltà ellenistica e quella latina-romana, si erge luminosa come un Monumento Nazionale, la più antica del paese, che di nome vanta: Chiesa di S. Donato in Ripacandida. Il visitatore come il fedele che vi accede è accolto dalla sua struttura architettonica romanica e dal portale del sec. XVII. Internamente, ha una sola navata, con coro quadrato coperto da una volta a
crociera, ed è articolata in quattro grandi piloni addossati alle pareti in corrispondenza delle relative tre campate coperte da volte a crociera a sesto acuto rialzato. Attraverso le diverse forme d'arte e di comunicazione visiva, non necessariamente intermediate dalla parola, le pareti offrono lo spazio privilegiato per affreschi unici, pitture narranti che instaurano un suggestivo dialogo tra la storia di Antico e Nuovo Testamento e l’osservatore che le contempla in raccolto silenzio. Tali perle affrescate risalgono al XIV sec. e sono realizzate sulle volte, pareti e pilastri delle tre campate. Inoltre, nella Chiesa (restaurata dopo il terremoto del 1930 e nel 1954) si trovano un altare barocco e un dipinto della Madonna degli Angeli del Pietrafesa. Nella metà superiore delle pareti longitudinali si aprono le finestre che ne illuminano l’interno. Una curiosità interessante: in una Bolla del Papa Eugenio III del 1152 viene citata la chiesa, di nuovo menzionata nelle Rationes Decimarum del 1325, venendo tolta alla mensa episcopale di Rapolla per essere assegnata ad un chierico. A questa stessa data pare risalga il primitivo insediamento francescano, come si può dedurre dal ciclo di affreschi del XIV secolo, purtroppo deturpati negli interventi eseguiti nel 1628, che fanno pensare che la chiesa all'epoca appartenesse ad un ordine francescano. Lo stesso ciclo degli affreschi si sviluppa sulle volte, sulle pareti e sui pilastri delle tre campate.
Sulle pareti d'ingresso si possono osservare dipinte la Crocifissione, la Resurrezione e L'Ultima Cena. Continuando il percorso, nella vela della prima campata il visitatore può ammirare gli episodi della Passione di Cristo con L'Annunciazione e la Visitazione, nella parete scorrendo con lo sguardo si affaccia L'Inferno, a destra, e Cristo in trono con schiere di angeli sulla città celeste, a sinistra. L’itinerario della storia veterotestamentaria continua ora nelle vele delle campate
successive con episodi della Genesi. C’è spazio anche per San Francesco che distribuisce la regola agli Ordini, dipinto nella parete della terza campata al di sopra del quale è raffigurata una Pietà. I Santi dell'Ordine sono rappresentati nei pilastri e tra questi vi sono San Bernardino e San Luigi di Tolosa e le Sibille e le Virtù sono raffigurate nei peducci delle vele. Una ricchezza di percorsi per il fedele e per l’appassionato d’arte, per chi ama il linguaggio simbolico della immagine e per chi semplicemente si affaccia come turista nel mondo di un’arte sacra e che rimanda a temi spirituali, domande esistenziali, il senso dell’essere e dell’Oltre. Ecco allora che allo sguardo si offrono ancora episodi della Creazione in cui il Padre Eterno, in una mandorla sorretta dagli angeli, si mostra severo nella calma del gesto e nella fissità arcaicizzante. E ancora nelle storie di Noè, dove con toni di favola l'artista inserisce scene della semplice vita quotidiana del tempo, nota all’abitante di Ripacandida che aggiunge una nota emotiva, un vissuto che fa vibrare per chi in quelle terre è cresciuto, nostalgia dei propri avi, come pure per chi giunge da altri paesi. Affascinante e suggestivo. La facciata della Chiesa, valorizzata dal portale d'ingresso del XVII secolo decorato da una coppia di finestre ovali, è semplice con il frontone triangolare ed allineata con quella del convento da un unico cornicione a costituire una sola ampia superficie.
A fianco del presbiterio si erge il campanile, costruito a tre livelli con due ordini di monofore a cuspide terminale. Nel 1866, dopo la soppressione, il Convento, dove dal 1605 vivevano i Padri Francescani Osservanti, è oggetto di profonde modifiche. Oggi la struttura di sviluppa attorno ad un chiostro quadrangolare con porticato su tre lati, con arcate su pilastri che corrispondono all'accesso ai locali del piano terra con i servizi conventuali ed alla zona ad uso residenziale, con una scala all'interno di un locale.
Così, come dall’inaugurazione della mostra del 18 marzo scorso, a partire dal 24 marzo nella Basilica di San Nicola di Roma, nell’Urbe infatti è attiva una Comunità Lucana romana, su richiesta del professor Antonio Pilieri, verranno esposti pannelli raffiguranti gli affreschi cinquecenteschi della Chiesa di San Donato. Un modo creativo ed un itinerario artistico per conoscere e promuovere le risorse ed i tesori dei suggestivi itinerari turistico-religiosi di questo Comune vulturo. Quasi una missione: Roma chiama e Ripacandida risponde. Alla mostra degli affreschi si affianca l’iniziativa del 1° aprile a Roma, dove una delegazione di Ripacandida consegnerà ramoscelli di ulivo ai referenti della Comunità Lucana di Roma, celebrazione che sarà presieduta dal cardinale Michele Giordano. Un incontro che potrebbe rivelarsi importante vetrina di prestigio per il Comune di Ripacandida ed essere una interessante occasione per promuovere e commercializzare i prodotti tipici di questa Regione in un contesto nazionale. La consegna degli ulivi richiama suggestivamente il simbolo di un patto di solida collaborazione al profumo di mediterraneo e della terra della Basilicata. Un evento che permetterebbe a Ripacandida, col suo patrimonio culturale ed artistico, di spalancare le sue porte a livello nazionale e certamente aver scelto la presenza nella capitale servirà a far conoscere questi affreschi cinquecenteschi sulla via francigena, perle preziose e rare incastonate nella terra lucana, ai pellegrini diretti ai luoghi santi, per essere tesori aperti oltre le frontiere dei soli abitanti lucani stessi. Buon cammino, dunque, in questo affascinante itinerario affrescato di arte italiana con le tinte peculiari lucane. (Tania Pizzamiglio)
Perle preziose nella terra dei Lucani
- Published: 2251 giorni ago on 23 marzo 2007
- By: admin
- Last Modified: novembre 9, 2007 @ 11:58 pm
- Filed Under: Arte, Basilicata, Turismo


Print
Email


