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Chi l’avrebbe mai detto: proprio lui, Luis Nazario da Lima, meglio noto come Ronaldo, è tornato. Di nuovo in Italia, di nuovo a Milano, ma questa volta sull’altra sponda, quella rossonera. Si tratta del suo secondo ‘tradimento’: prima il passaggio al Real Madrid dopo i trascorsi all’altra grande di Spagna, il Barcellona, ora l’ingaggio nel Milan dopo i 5 anni
nell’altra milanese, l’Inter. Certo gli interisti non l’hanno presa bene. In particolar modo Moratti, per cui Ronaldo era quasi come un figlio, non ha nascosto la sua delusione e la sua amarezza. Anche se, a dire il vero, con l’Ibrahimovic attuale anche i più nostalgici stanno dimenticando le magie del fenomeno. D’altra parte, la scelta di Ronaldo di accettare questa nuova e forse ultima grande sfida della sua carriera, è più che comprensibile. Capello al Real lo aveva dimenticato, Ancelotti invece spingeva per il suo ingaggio e allora la sua decisione si è rivelata quasi d’obbligo per uno come lui che ha ancora tanta voglia di dimostrare il suo valore, di far vedere al mondo intero che non è un giocatore finito e che ha ancora tanto da dare al calcio. È per questo che ha scelto il Milan, ha scelto cioè di restare in Europa, nel calcio che conta, rifiutando i soldi arabi e le allettanti offerte americane. Ma, se il Milan è ciò che serviva a Ronaldo per il suo rilancio, anche i rossoneri avevano bisogno urgente del brasiliano.
Un ingaggio, questo, che ha un duplice obiettivo per la società di via Turati: il primo è cercare di ridare entusiasmo ad una squadra che negli ultimi tempi sembra aver smarrito tutta la sua forza. L’arrivo del brasiliano, a tal proposito, è un chiaro messaggio a tifosi, avversari e anche giocatori stessi (in primis Kakà tentato dalle
sirene spagnole proprio del Real) che il Milan è ancora una grande d’Europa, che è disposta a spendere e che ha tutta l’intenzione di restare ad alti livelli ancora per molto tempo. Ma l’acquisto del ‘fenomeno’ è stato dettato anche e soprattutto da motivazioni tecniche, oltre che simboliche. La compagine rossonera ha infatti uno dei peggiori attacchi del campionato, ma soprattutto è una squadra spuntata, lenta, anzi lentissima, senza stimoli, ormai solo lontana parente di quella che fino a qualche tempo fa faceva divertire, vinceva e dava spettacolo. Dal Milan dei meravigliosi (come amava definirla, giustamente, il suo amministratore delegato Galliani) si è passati al Milan dei tartarugosi. In quest’ottica Ronaldo avrà il compito, non facile a dire il vero, di dare nuova linfa ad una squadra sempre più apatica e di contribuire alla riconquista del quarto posto, prefissato inizialmente come obiettivo minimo e ora diventato improvvisamente quello principale. Non importa allora se le sue condizioni fisiche non sono ottimali, se non potrà giocare in Champions e se la sua coesistenza con Gilardino non sarà delle più facili, il ‘fenomeno’ serve e serve urgentemente a questo Milan malato. (Paolo Conte)
A volte ritornano
- Published: 2296 giorni ago on 5 febbraio 2007
- By: admin
- Last Modified: agosto 10, 2010 @ 5:12 pm
- Filed Under: Personaggi, Sport


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